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A L’Aquila incidenza superiore alla media nazionale per i problemi alla tiroide. Al via lo screening

A L’Aquila incidenza superiore alla media nazionale per i problemi alla tiroide. Al via lo screening


L’AQUILA, 20 maggio – Sul territorio aquilano le malattie della tiroide hanno un’incidenza che si aggira intorno al 50 per cento, pari al 10 per cento in più della media nazionale. Da qui l’importanza dello screening e della prevenzione, con l’ospedale dell’Aquila che per ben 4 giorni, dal 22 al 26 maggio (ad esclusione del 25), metterà in campo visite ed ecografie gratuite in occasione della settimana mondiale dedicata alla ghiandola. Lo screening al San Salvatore inizierà lunedì  proseguirà nei giorni 23, 24 e 26, dalle 11 alle 13, presso l’Unità di Endocrinologia.

Il monitoraggio, all’insegna della prevenzione, avrà un target di utenza preciso perché sarà riservato esclusivamente a coloro che non hanno mai effettuato accertamenti sulla ghiandola con l’obiettivo di esplorare quote di popolazione potenzialmente a rischio, a cominciare dalla familiarità della malattia (vale a dire casi registrati nella cerchia di congiunti) e controllare chi, pur non avendo problemi di salute, potrebbe comunque avere patologie silenti e dunque allo stato iniziale.

“Le avvisaglie delle malattie tiroidee – sottolinea il dottor Paolo Rosati, responsabile di endocrinologia dell’ospedale di L’Aquila – sono assai sfumate al punto che è difficile riconoscerle. I sintomi più frequenti sono aritmie cardiache, alterazioni dell’umore, a volte disturbi del ciclo mestruale, tutte manifestazioni non facili da associare a queste problematiche: la prevenzione consente di individuare per tempo eventuali anomalie e di curarle in modo adeguato. Quando la tiroide funziona male provoca ripercussioni su molte funzioni dell’organismo, tra cui umore, muscoli, attività sessuale e cuore, e abbassa di molto la qualità delle vita”.

Per informazioni sullo screening gli interessati potranno chiamare lunedì 22 maggio, dalle ore 8.30, il numero 0862/368678 con l’iniziativa volta anche a sensibilizzare i genitori sulla necessità di sottoporre a controlli i bambini che, se non monitorati, possono sviluppare patologie negli anni successivi.

I problemi tiroidei, infatti,  si possono manifestare a partire dall’adolescenza, anche se la massima diffusione si registra tra 40-65 anni, con prevalenza in persone di sesso femminile.

Tra l’altro, sottolinea la Asl del capoluogo di Regione, il territorio aquilano ha un’incidenza che si aggira attorno al 50 per cento, ben al di sopra della media nazionale attestata al 40 per cento.

“La consapevolezza di fare prevenzione, a dispetto delle ricorrenti iniziative, non si è ancora fatta completamente strada nella popolazione se si considera che, secondo un sondaggio degli anni precedenti, 1 aquilano su 5 non sa cos’è il sale iodato – conclude la Asl – L’uso quotidiano di questo prodotto protegge soprattutto i bambini dal possibile sviluppo successivo di alcune malattie tiroidee”.

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