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Acqua del Gran Sasso, i sindaci: “Anche l’eventuale chiusura dei Laboratori per garantire la sicurezza”

Acqua del Gran Sasso, i sindaci: “Anche l’eventuale chiusura dei Laboratori per garantire la sicurezza”


TERAMO, 13 maggio – La priorità è quella di tutelare l’acqua e la salute dei cittadini e mettere in sicurezza le captazioni del Gran Sasso e dal quale arriva circa il 70-80 per cento dell’approvvigionamento idrico della maggior parte della provincia teramana. Anche a costo di chiudere Laboratori e Traforo. La posizione, provocatoria ma non troppo, dei sindaci del teramano è chiarissima, ed è emersa nel corso della riunione convocata per questa mattina dal presidente del Ruzzo Antonio Forlini per fare il punto della situazione dopo l’allarme, immediatamente rientrato, dello scorso 8 maggio.

“Lunedì stileremo un documento, che sarà inviato alla Regione – spiega Forlini – con la quale insieme ai sindaci chiederemo la massima attenzione verso la risorsa idrica del Gran Sasso, patrimonio abruzzese e non solo teramano.  Ribadisco che attualmente sotto il Gran Sasso ci sono tre attività confliggenti, ognuna importante, ma certamente quella che deve avere la priorità assoluta è la risorsa idrica.Poi viene il resto”.

E sulla posizione espressa dai sindaci, decisi a proteggere l’acqua ad ogni costo, Forlini sottolinea come serva ad elevare il livello di attenzione, ribadendo in ogni casa che l’acqua è sempre stata potabile.

“C’è la necessità di fare fronte comune – sottolinea – per tutelare quella che è una risorsa prioritaria”

Ieri, intanto, a  a Palazzo Silone , convocata dal vicepresidente della Regione  Giovanni Lolli, si è riunita la Commissione tecnica per la messa in sicurezza del bacino idrico del Gran Sasso alla presenza di tutti gli Eeti e le istituzioni interessate.

Commissione che ha deciso la redazione di un protocollo che regoli le attività del Laboratorio del Gran Sasso-Infn e della società Strada dei Parchi che possono avere potenziale impatto sul sistema idrico. Attività che dovranno essere vincolate ad una preventiva valutazione e autorizzazione dei diversi soggetti coinvolti nei controlli e nell’erogazione dell’acqua (le due Asl di Teramo e L’Aquila, i due gestori del servizio idrico la Ruzzo Reti e la Gran Sasso Acqua e la stessa Arta).

La stessa Ruzzo Reti e la Gran Sasso Acqua, inoltre, nei prossimi giorni dovranno indicare l’acquisto di una doppia nuova strumentazione che risponda a tecnologie ancora più moderne e sofisticate in grado di individuare in tempo reale con maggiore dettaglio, velocità e puntualità ogni possibile presenza di contaminanti. Strumenti la cui scelta sarà sottoposta ad una preventiva certificazione da parte delle Asl dell’Arta e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sempre nel corso della stessa riunione della commissione è poi stato deciso che per la messa in sicurezza e per la realizzazione delle opere strutturali connesse, il Laboratorio del Gran Sasso fornirà uno studio per la parte che lo coinvolge ed analoga richiesta è stata rivolta alla Strada dei Parchi.  Studi sulla base dei quali, dopo le opportune verifiche di un’autorità terza, la stessa commissione indicherà un programma di interventi strutturali sull’intero sistema  individuando le risorse necessarie e coinvolgendo tutte gli enti, le istituzioni ed il Governo.

 

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