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Appalti Arpa a Gommeur, chiesto il processo per corruzione per i vertici del gruppo Massi

Appalti Arpa a Gommeur, chiesto il processo per corruzione per i vertici del gruppo Massi


TERAMO, 19 giugno – E’ con una richiesta di rinvio a giudizio per cinque persone che la Procura di Teramo metto un punto fermo nell’inchiesta stralcio sugli appalti per il  servizio di full service sui mezzi pubblici (controllo pneumatici, allineamento, convergenza) affidati negli anni passati da Arpa e Atac al gruppo teramano Massi-Ettorre, ed in particolare alla società Gommeur. A chiedere il processo per l’ex direttore generale dell’Arpa spa Michele Valentini, per gli imprenditori Francesco Massi, Enrico Massi, Evelina Ettorre (tutti accusati di corruzione) e per l’allora responsabile della direzione superficie dell’Atac di Roma Roberto Monichino (quest’ultimo accusato di abuso d’ufficio in concorso con Enrico e Francesco Massi), il pm Stefano Giovagnoni,  che nei giorni scorsi ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio.

Diverse le contestazioni mosse dalla Procura in relazione ai due appalti. La prima riguarda il contratto full service con l’Arpa, ed è qui che la Procura contesta all’allora direttore generale della società di trasporto pubblica abruzzese e a tre vertici del gruppo Massi-Ettore il reato di corruzione, accusando il direttore generale della società di trasporti abruzzese di aver preso dai rappresentanti della società teramana, nel 2014,  50mila euro con l’obiettivo di “velocizzare” il pagamento al gruppo di alcune fatture per un totale di 1.700.000 euro.

La seconda contestazione riguarda invece il contratto con l’Atac, rispetto al quale la Procura accusa Enrico e Francesco Massi e il responsabile Atac del reato di abuso d’ufficio in concorso.  Sotto la lente d’ingrandimento della Procura il rinnovo del contratto di affidamento del servizio, nel 2013, alla Gommeur. Rinnovo che sarebbe stato favorito dal responsabile Atac, nonostante lo studio legale a cui si era rivolta la stessa azienda di trasporto romana avesse evidenziato numerose criticità nello svolgimento del servizio da parte della Gommeur. In particolare il dirigente Atac, secondo la Procura, incaricato di verificare le criticità riscontrate avrebbe predisposto un documento, inviato anche ai vertici del gruppo Ettore che ci avrebbero a loro volta messo le mani, in cui si smentiva l’esistenza delle mancanze evidenziate.

L’inchiesta è uno stralcio di quella che ad aprile ha portato a processo Francesco Massi, la moglie Evelina Ettorre e il figlio Enrico, oltre alla società del gruppo Gommeur Srl,  con le accuse di evasione fiscale e truffa ai danni dell’Atac di Roma e dell’Arpa abruzzese. Processo che si aprirà domani mattina davanti al Tribunale di Teramo.

Le indagini relative all’inchiesta madre erano partite dall’Aquila e da qui erano arrivate sul tavolo della Procura di Teramo. Indagini che avrebbero  evidenziato una sistematica evasione fiscale messa in atto dal gruppo, quantificata in circa 2,6 milioni di euro negli anni che vanno dal 2011 al 2014, e realizzata prevalentemente attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.  Sempre nel corso della stessa indagine sarebbe emersa la truffa ai danni delle due municipalizzate (quantificata per 3,9 milioni nei confronti dell’Atac e di quasi 2 nei confronti dell’Arpa) rispetto le quali la Gommeur aveva contratti d’appalto per un servizio di full service (controllo pneumatici, allineamento, convergenza).

Secondo la Procura, infatti, i dipendenti della società che operavano nelle officine delle due municipalizzate, in un arco di tempo che va dal 2009 al 2014 per l’Arpa e dal 2010 al gennaio 2015 per l’Atac, avrebbero fatto credere che i mezzi avessero bisogno di cambiare gomme e cerchi quando non vi era necessità, assicurando così alla società maggiori guadagni.

Una vera e propria truffa, per la Procura, che indagando su quei contratti d’appalto avrebbe scoperto anche tutta un’altra serie di reati, contestati nell’inchiesta stralcio.

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