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Avezzano, Gabriele De Angelis si racconta. A teatro

Avezzano, Gabriele De Angelis si racconta. A teatro


AVEZZANO, 20 maggio – Vi presento un amico e ve lo racconto a teatro. E’ originale l’idea con cui Antonietta Dominici propone la candidatura a sindaco di Gabriele De Angelis ad Avezzano: uno spettacolo teatrale che racconta personaggio e programma, con molta serietà ma anche con una quota di leggerezza. Spettacolo in scena il 27 maggio alle 21 al Multiplex Astra.

Teatro amatoriale e dunque in rapporto stretto con la città e le sue radici che anche in era global non vanno mai dimenticate:

 

“So bene che, nell’epoca in cui sono possibili comunicazioni a distanza siderali tramite un semplice click, il dialetto possa sembrare un che di anacronistico.  – scrive Dominici – Non è così. Il dialetto rappresenta le nostre radici, la nostra cultura, la nostra appartenenza ad una comunità. Il dialetto individua con immediatezza ogni cosa, persone e luoghi. Il dialetto non è il passato, ma il futuro, perché spesso forma nuove parole e riesce a rendere un’idea ancor prima che sia ricondotto ad un termine preciso. Insomma, in mezzo a tanto parlare di “Global Village”, c’è sempre spazio per un’espressione colorita in dialetto, come “Nen si d’Avezzane se”.

De Angelis da assessore alla cultura si era impegnato molto per il sostegno alle compagnie e alle associazioni locali:

“De Angelis, incarna il connubio tra radici ed innovazione – prosegue Dominici – tra modernità e senso di appartenenza ad una comunità? Un imprenditore di successo, perfettamente in grado di cogliere le opportunità offerte dalla globalizzazione, che ha deciso di dedicare il suo tempo e le sue energie ad Avezzano ed agli Avezzanesi”. Ha accettato di farsi direttamente coinvolgere nello spettacolo. E’ significativo che sia lui ad abbattere la quarta parete, rivolgendo direttamente al pubblico il suo messaggio. La finzione, in tal caso, sarà il veicolo migliore per far giungere a destinazione la verità, ribaltando le logiche della vecchia politica, in cui è spesso il falso ad essere spacciato impunemente come vero”.

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