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Blackout in Abruzzo, rimborsi fino a 6.000 euro: chi ne ha diritto e come fare per ottenerli

Blackout in Abruzzo, rimborsi fino a 6.000 euro: chi ne ha diritto e come fare per ottenerli


PESCARA, 21 gennaio – Il lungo blackout, che nei primi giorni dell’emergenza maltempo è arrivato ad interessare quasi un quarto della popolazione abruzzese e che in diverse zone della regione non è ancora terminato, consentirà ai cittadini di ottenere degli indennizzi, sulla base di quanto disposto dall’Autorità per l’Energia.

Federconsumatori ha diramato una nota per spiegare cosa fare e come comportarsi, sia per ottenere i rimborsi legati all’interruzione del servizio, sia per formulare eventuali richieste di risarcimento, in caso di danni agli elettrodomestici provocati dagli sbalzi di tensione:

“In relazione ai disservizi riguardanti l’erogazione dell’energia elettrica determinati dall’ondata di maltempo che ha colpito il centro Italia e la Regione Abruzzo, segnaliamo che i rimborsi sono automatici e conseguenti all’accertamento che i distributori di energia effettueranno e comunicheranno alle aziende venditrici. Nessuna richiesta deve essere presentata dall’utente perché trattasi di indennizzi automatici. Nel caso di sbalzi di tensione, con conseguente danno a elettrodomestici, attrezzature, eccetera, il danno deve essere documentato e per tale situazione deve essere presentata opportuna istanza. Analogo discorso vale per operatori che dalla mancata erogazione dell’energia hanno subito danni e/o interruzione dell’attività stessa. La Federconsumatori è a disposizione presso i propri sportelli per assistere tutti gli utenti che dovessero avere necessità di presentare tali istanze”.

I rimborsi, sulla base di quanto previsto dall’Autorità per l’Energia, vengono erogati in presenza del mancato rispetto dei tempi standard previsti per il ripristino della fornitura.

 

TEMPI STANDARD PER IL RIPRISTINO

1) Nei Comuni con più di 50mila abitanti: interruzione di 8 ore (per clienti allacciati a rete a bassa tensione, 220-380 Volt); interruzione di 4 ore (per clienti allacciati a rete a media tensione, superiore a 1000 Volt).

2) Nei Comuni con più di 5mila abitanti: interruzione di 12 ore (per clienti allacciati a rete a bassa tensione, 220-380 Volt); interruzione di 6 ore (per clienti allacciati a rete a media tensione, superiore a 1000 Volt).

3) Nei Comuni con meno di 5mila abitanti: interruzione di 12 ore (per clienti allacciati a rete a bassa tensione, 220-380 Volt); interruzione di 6 ore (per clienti allacciati a rete a media tensione, superiore a 1000 Volt).

 

QUESTI GLI INDENNIZZI PREVISTI:

  • da 30 a 300 euro: clienti domestici allacciati alla rete di distribuzione alimentata a bassa tensione.
  • da 150 a 1.000 euro: clienti non domestici allacciati a rete di distribuzione a bassa tensione o a media tensione, con potenza fino a 100 kilowatt.
  • fino a 6.000 euro: per i clienti industriali allacciati a rete di distribuzione con potenza superiore a 100 kilowatt.

 

Nei casi in cui tali tempi siano stati sforati, saranno riconosciuti a favore dei clienti interessati, indipendentemente dalla responsabilità in ordine all’interruzione, specifici rimborsi forfetizzati erogati automaticamente, senza la necessità di alcuna richiesta da parte dei clienti stessi.

La delibera prevede che gli indennizzi agli utenti titolari di impianti di prelievo o di prelievo e produzione siano liquidati dagli operatori della distribuzione alle società di vendita entro il primo ciclo di fatturazione del trasporto utile trascorsi 60 giorni dall’interruzione. Tale termine è aumentato a 180 giorni nel caso di interruzioni che interessano più di 2 milioni di utenti su base nazionale.

I concessionari dei servizi di distribuzione comunicheranno alle società di vendita la durata dell’interruzione e l’ammontare dell’indennizzo per ciascun cliente. Ciascun venditore provvederà quindi direttamente ad erogare ai propri clienti il relativo indennizzo.

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