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Caro pedaggi su A24/A25, i sindaci: “Disapplicare decreto”. Di Pangrazio: “Rivedere convenzione”

Caro pedaggi su A24/A25, i sindaci: “Disapplicare decreto”. Di Pangrazio: “Rivedere convenzione”


PESCARA, 12 gennaio – Disapplicazione del decreto che ha previsto l’aumento del 13%, applicato da Strada dei Parchi, sulle autostrade A24 e A25. E’ quanto chiesto dagli amministratori comunali della provincia dell’Aquila, ieri sera, nel corso dell’incontro con i vertici di Strada dei Parchi, concessionaria della rete autostradale che collega Lazio e Abruzzo.

L’incontro, frutto di un’iniziativa del primo cittadino di Avezzano, Gabriele De Angelis, si è concluso con la ferma presa di posizione dei sindaci:

“Chiediamo la disapplicazione del decreto che ha previsto l’aumento abnorme dei pedaggi e una accelerazione sull’approvazione del Pef (Piano economico finanziario), scaduto ormai nel 2013, al fine di concordare la sostenibilità degli investimenti, senza gravare sui cittadini delle aree interne, già alle prese con diverse problematicità”.

Tra i presenti il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, e il presidente della Provincia, Angelo Caruso, oltre a Massimo Verrecchia, consigliere comunale di Avezzano e parlamentare.

In una nota gli amministratori locali osservano:

“Nelle more di questi provvedimenti, sollecitiamo l’adozione di una scontistica diversa dai canoni nazionali, ma calibrata sulle specificità di una arteria unica autostradale strategica, quale è quella dell’Abruzzo montano, che in assenza di alternative competitive di collegamento su rotaia, la rendono di particolare importanza, come gli eventi sismici hanno reso evidente”.

I sindaci sottolineano “l’esigenza di una estensione della scontistica tangibile e immediata, così da rendere il servizio più fruibile”. E rimarcano:

“Il governo e la società non possono non tenere nel dovuto conto le istanze che arrivano dal territorio e a tal proposito sarà opportuno addivenire a una sintesi condivisa con tutti i sindaci del territorio, da proporre già nell’incontro convocato dal governo con la società, considerato che il tema urgente della scontistica non è stato neanche inserito nell’ordine del giorno”.

Sul caro pedaggi interviene anche Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale:

“Chiedo l’aumento dell’incidenza dell’investimento pubblico, in maniera che vengano riallineati i costi in base al quadro nazionale, con agevolazioni specifiche per i pendolari, visto che trattasi di autostrade che collegano aree interne, e quindi disagiate, e che sono per la gran parte in territorio montano. In questi anni il livello degli investimenti pubblici è stato esiguo, mentre, resta importante la quota che Anas introita visto che parliamo di circa 56 milioni l’anno che finisce nella sue casse. Se è vera la ripartizione dei pedaggi dichiarata dalla società Autostrada dei Parchi, la prima cosa da fare è rivedere la convenzione. Ma nell’attesa lo Stato non può pensare di prendere 57 centesimi ogni euro di pedaggio senza investire nulla, deve farsi carico di diminuire la sua entrata e metterla a disposizione per gli investimenti. E siccome si tratta di autostrade interne e disagiate, ritengo che l’aumento deve essere del 25 per cento in meno rispetto all’aumento medio nazionale. Questo vorrebbe dire aiutare le aree interne, disagiate ed ancora con gli effetti del sisma”.

Durissimo sulla vicenda anche Gianni Melilla, deputato di Liberi e Uguali:

“Apprendiamo che la società che gestisce Autostrada dei Parchi ha svolto un incontro ad Avezzano con 3 sindaci e un parlamentare (che non ha mai messo piede alla Camera) per discutere di pedaggi e autostrada. È una scorrettezza inaudita sia verso i 70 sindaci che stanno lottando contro i rincari dei pedaggi che nei confronti dei parlamentari abruzzesi che, quando si è trattato di mobilitarli per garantire a questa società di avere centinaia di milioni di euro per la messa in sicurezza della A24 e della A25 che sta attualmente eseguendo, sono stati invece convocati tutti. Stanno ora brigando per scambiare il contenimento dei pedaggi con contributi pubblici e un vantaggioso Pef di investimenti sull’autostrada, sempre a carico dello Stato. Chi paga è sempre Pantalone, cioè i cittadini, i pendolari e le imprese.
Il gestore prende da ogni 10 euro di pedaggio ben 4,3 euro per garantire la manutenzione ordinaria di una autostrada che fa pena per standard di sicurezza e ambientali, per non parlare dell’assenza di nessun servizio e stazione tra l’uscita di Pescara e quella di Magliano dei Marsi per oltre 100 km. Una vera vergogna nazionale. È ora che il Governo prenda in mano la situazione e verifichi tutte le inadempienze e le prepotenze che stanno subendo i cittadini di Abruzzo e Lazio”.

 

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