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Chieti, tutti in piazza contro Megalò 2. La Regione Abruzzo: “Fermare i lavori”

Chieti, tutti in piazza contro Megalò 2. La Regione Abruzzo: “Fermare i lavori”

CHIETI, 11 dicembre – Movimenti civici e ambientalisti, associazioni di categoria, consiglieri regionali e altri esponenti politici di vari partiti. Tutti insieme contro il cosiddetto Megalò 2, ovvero il centro commerciale che sarà costruito in un’area di circa 8 ettari, che comprende i territori di Chieti e Cepagatti, con un investimento di 25 milioni di euro. Decine di attivisti e semplici cittadini hanno dato vita ad una manifestazione questa mattina, nei terreni interessati dal cantiere, dove sono già arrivate le prime ruspe della Sile Costruzioni, la ditta del bergamasco incaricata della realizzazione dell’opera.

Presenti rappresentanti di Wwf, Legambiente, Cna, Confesercenti, Confcommercio, Aniac, Upa, Claai, Una Claai, Italia Nostra, Chieti Nuova 3 febbraio, Ecoistituto Abruzzo e Mila Donnambiente. al presidio hanno partecipato, inoltre, i consiglieri regionali Mauro Febbo, di Forza Italia, e Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle, oltre all’ assessore alle Attività produttive del Comune di Chieti, Carla Di Biase, e a consiglieri comunali teatini dei diversi schieramenti.

Così il delegato regionale del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio:

“È uno scempio che va fermato, perché cementificare questo territorio comporterebbe un ulteriore aumento del rischio”.

I lavori, nella prima settimana, riguarderanno la pulizia dell’intera area, che si trova dinanzi al centro commerciale Megalò, attivo già da oltre 15 anni. La fine dei lavori è prevista per l’11 settembre del 2019: il nuovo insediamento commerciale, dedicato in gran parte alla vendita di mobili, prodotti per la pulizia della casa e fai da te,  dovrebbe dare lavoro a circa 400 persone, una quarantina dei quali scelti tra gli ex lavoratori della cartiera Burgo di Chieti, chiusa nel 2008.

Le associazioni, in una nota congiunta, affermano:

“Pretendiamo il rispetto delle leggi e del buon senso: il nuovo centro commerciale, cosiddetto Megalò2, non ha l’ autorizzazione del Comitato di Valutazione Ambientale della Regione e non ha affatto superato, allo stato attuale, le criticità idrauliche preesistenti, in assenza delle valutazioni post-opera delle autorità competenti. È impensabile che Regione, Provincia, Comuni, Magistratura e Forze dell’Ordine possano consentire questa ulteriore cementificazione, palesemente priva delle necessarie autorizzazioni, senza un deciso intervento di stop. In ogni caso le associazioni di categoria, gli ambientalisti e quanti altri vogliano partecipare, ben consapevoli del danno ambientale ed economico che si sta minacciando per un territorio già duramente colpito, continueranno in ogni sede la loro legittima battaglia in difesa degli interessi della collettività e chiedono alle Autorità ad ogni livello di attivarsi per impedire ulteriori scempi”.

Di Tizio aggiunge:

“Questo è un terreno permeabile che, quando ci sono eventi meteorologici, assorbe acqua: nel momento in cui cementifichiamo questo terreno, l’acqua non sarà assorbita più e finirà o per scivolo direttamente, oppure con le pompe che funzionano ogni volta che c’è una piena, e verrà buttata nel fiume. Quindi aumenterà la portata del fiume Pescara in maniera eccessiva e di conseguenza aumenterà il rischio a monte a valle. Abbiamo fatto una diffida alla ditta e ai Comuni di Chieti e Cepagatti, perché venga impedito l’avvio di questi lavori”.

Anche la Regione, tramite l’assessore al Bilancio Silvio Paolucci, torna a ribadire la necessità di interrompere i lavori:

“La posizione della Regione Abruzzo sulla vicenda del Megalò 2 è sempre stata chiara: il Comitato Via già nel marzo scorso ha giudicato improcedibile la richiesta di modifica del progetto e ha prescritto come obbligatoria, prima dell’avvio di qualsivoglia attività realizzativa, la verifica dell’efficacia delle opere di messa in sicurezza a fini idraulici. Come evidenziato dal presidente Luciano D’Alfonso con nota del 6 dicembre scorso indirizzata al Genio Civile di Chieti-Pescara, al direttore generale della Regione e alla Protezione civile, gli uffici regionali sono chiamati ad ‘attivare ogni utile iniziativa volta a interrompere ogni attività da parte della società Sile Costruzioni srl’. Dello stesso tenore è la nota del 7 dicembre scorso, firmata dal dirigente del Genio Civile di Chieti-Pescara, Vittorio Di Biase, nella quale si precisa che ‘allo stato attuale non è presente alcuna certificazione del superamento dell’emergenza idraulica richiamata dall’ordinanza RA/312705 del 12/12/2013′ e, ancora più esplicitamente, che ‘questo servizio del Genio civile di Pescara, da parte sua, si riserva di completare l’istruttoria anche mediante accertamenti sul posto, al fine di verificare le risultanze del Collaudo tecnico amministrativo rimesso dalla Sile Costruzioni con la nota del 28/11/2017’. Inoltre il 7 dicembre abbiamo segnalato alla Procura della Repubblica di Chieti alcune anomalie riscontrate nella documentazione presentata dall’azienda costruttrice. Non permetteremo che si evitino le procedure previste dall’ordinamento e soprattutto diciamo No alla decadenza ambientale, alla diffusione di situazioni di pericolo e alla rovina ulteriore del commercio della zona”.

In serata è arrivata anche una nota di precisazione da parte dell’azienda, a firma dell’ingegner Domenico Merlino, in qualità di tecnico incaricato della progettazione e direzione dei lavori:

 ”In riferimento a quanto riportato nei giorni scorsi dalla stampa e dai mezzi di comunicazione, al fine di evitare il diffondersi di false informazioni, si comunica che Sile Costruzioni Srl resta in attesa dei doverosi provvedimenti da parte degli enti preposti, conseguenti al completamento dei lavori delle opere della messa in sicurezza di sua competenza. Attualmente sono in corso le attività relative esclusivamente alla pulizia dell’area ed al ripristino delle recinzioni”.

 

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