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I lavoratori degli appalti protestano a Pescara. Presidio davanti al Cup. “Contratti fermi da 4 anni”

I lavoratori degli appalti protestano a Pescara. Presidio davanti al Cup. “Contratti fermi da 4 anni”


PESCARA, 20 giugno –  Presidio di protesta di un centinaio di lavoratori degli appalti, stamani, a Pescara, davanti al Cup dell’ospedale, nella giornata di sciopero indetta da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UilTucs Uil e UilTrasporti, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto multiservizi e di quelli del tursimo, fermi al 2013.

Oltre al presidio di Pescara, iniziative si sono svolte in tutto l’Abruzzo. Si tratta di lavoratori – le stime parlano di 15mila unità in tutta la regione – che operano, per conto di cooperative ed aziende, nei settori della pulizia e dei servizi mensa, in ospedali, carceri, scuole, enti pubblici, grande distribuzione, banche e negozi. Lavoratori, è stato sottolineato, il cui stipendio medio si aggira attorno ai 350-400 euro e che sono quindi costretti a svolgere più di un lavoro.

Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, il segretario regionale della Filcams-Cgil, Luca Ondifero, quello provinciale pescarese, Alessandra Di Simone, quello della Fisascat-Cisl, Leonardo Piccinno, quello della UilTucs Abruzzo, Bruno Di Federico, e quello della UilTrasporti, Alberto Cilli.

“I contratti sono scaduti 49 mesi fa – sottolinea Di Simone – Con le aziende non si è trovato un punto d’incontro perché vogliono eliminare la clausola di salvaguardia occupazionale, strumento di tutela dei lavoratori in caso di cambio di appalti. Sostanzialmente vogliono che i lavoratori si paghino il rinnovo del contratto”.

“Non difendiamo privilegi – ha detto Piccinno – La richiesta di aumento salariale è in perfetta linea con il dato inflattivo. Le imprese vogliono fare profitti e risparmi sulla pelle dei lavoratori”.

“Da parte delle aziende – ha sottolineato Ondifero – è in atto un attacco alla clausola di salvaguardia occupazionale. Servono misure più stringenti per tutelare i lavoratori. La Regione Abruzzo alcuni giorni fa ha approvato una legge che va in questa direzione e questo è un elemento da cui partire”.

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