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Il Comune di Lanciano recupera le morosità del servizio mensa

Il Comune di Lanciano recupera le morosità del servizio mensa

LANCIANO, 22 giugno – Due mesi di controlli e, per il momento, più di ventisettemila euro già recuperati. Inizia a dare frutti l’operazione antievasione per i pagamenti del servizio mensa avviata dal Comune di Lanciano.

I primi dati parlano di una rendicontazione che ha riguardato le posizioni dei 1830 iscritti  per il periodo settembre 2016 febbraio 2017: di questi 180 circa sono risultati debitori di cifre consistenti, alcuni anche di qualche migliaio di euro.

Ad aprile 2017 è stata inviata la prima tranche di inviti a regolare la propria posizione a 128 utenti per un totale di circa 42.000 euro di credito da parte dell’Amministrazione.

Per questa prima tranche sono stati recuperati circa 28.000 euro grazie alle 80 utenze che hanno saldato: rimangono 48 utenze che devono essere ancora regolarizzate per un totale di 13.300 euro ancora da riscuotere.

La seconda tranche di inviti è stata inviata il 25 maggio scorso a 56 utenti per un recupero di circa 17.000 euro.

“Attendiamo fiduciosi – sottolineano il sindaco Mario Pupillo e l’assessore all’Istruzione Giacinto Verna – che chi è stato raggiunto dagli inviti regolarizzerà quanto prima la propria posizione, confidando nella collaborazione della cittadinanza interessata”.

Resta invece grave la situazione di quelle posizioni che hanno accumulato morosità negli anni pregressi:

“Sono 90 utenze che hanno ricevuto il sollecito dall’Avvocatura comunale per somme dovute per anni scolastici passati (2014/15 e 2015/16) – che ammontano a circa 55.000 euro: in questo elenco ci sono 43 utenze, raggiunte da un sollecito già il 6 giugno 2015, che hanno maturato debiti anche per l’attuale anno scolastico un debito di 15.000 euro da settembre a febbraio. E’ una situazione la cui gravità non ci sfugge e cui intendiamo porre rimedio, non potendo e non volendo tollerare che ci siano persone che usufruiscono dei servizi pubblici senza dare il contributo previsto. Per questa ragione abbiamo dato mandato all’Ufficio legale, esclusivamente per quanto riguarda gli utenti morosi da 3 anni, di procedere con gli opportuni atti previsti dalla legge a tutela della collettività. Va sottolineato che queste situazioni di debito, anche di alcune migliaia di euro, non sono riconducibili a motivi di reddito”.

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