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Il ministro Delrio a Pescara: “Sviluppo passa per infrastrutture”. Ecco ‘dossier Abruzzo’ di D’Alfonso

Il ministro Delrio a Pescara: “Sviluppo passa per infrastrutture”. Ecco ‘dossier Abruzzo’ di D’Alfonso


PESCARA, 15 giugno –  Otto interventi strategici per potenziare il patrimonio delle infrastrutture abruzzesi: è il dossier che il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha consegnato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, nel corso di un incontro che si è svolto stamani in Comune a Pescara, dopo l’inaugurazione del nuovo Ponte Flaiano. Il ministro si sofferma più volte sulle potenzialità dell’Abruzzo e sottolinea che per il territorio c’è un “disegno complessivo”.

Gli interventi individuati:

  • miglioramento della ferrovia Pescara-Roma;
  • semplificazione amministrativa per attivare con celerità la manutenzione e il dragaggio dei porti regionali;
  • potenziamento dell’aeroporto di Pescara;
  • maggiori fondi per la manutenzione delle strade provinciali e comunali;
  • trasferimento della gestione di alcuni collegamenti viari di rango provinciale alla competenza di Anas;
  • istituzione in Abruzzo di zone economiche speciali;
  • manutenzione dei tratti di autostrade regionali, in particolare interventi destinati a ponti e viadotti;
  • reperimento di fondi per la nuova caserma del Comando provinciale dei Carabinieri di Pescara.

“Abbiamo consegnato al ministro l’agenda delle priorità che vede in testa, tra i vari interventi, l’investimento per il potenziamento della ferrovia Pescara-Roma, 15 milioni per il progetto esecutivo – sottolinea D’Alfonso – e la candidatura della nostra regione a ospitare le zone economiche speciali, nel quadro del riordino dell’autorità portuali. Noi abbiamo le carte in regola. Infine ho proposto di valorizzare il piano viario regionale che stiamo portando avanti con Anas”.

“In questo anno e mezzo – afferma il ministro Delrio – abbiamo lavorato col presidente D’Alfonso in maniera molto intensa. Abbiamo fatto un programma di sviluppo delle infrastrutture, affrontando tutti i nodi. Abbiamo messo in fila tutte le opere, compreso lo sviluppo dell’aeroporto e dei porti. La nostra programmazione, accompagnata dalle risorse giuste, cambierà il volto dell’Abruzzo e credo che i cantieri che stanno per iniziare e le aggiudicazioni che stiamo per fare dimostrano che abbiamo seguito la strada giusta. Quella di pianificare, di programmare e di mettere le risorse”.

Ai cronisti che chiedono quali siano gli interventi più importanti D’Alfonso risponde:

“Il 23 di giugno apriamo le buste per la Fondovalle Sangro. Centonovanta milioni di euro, più trenta, attesi da 40 anni. Ringrazio molto Delrio, ringrazio Anas e l’atteggiamento responsabile degli enti locali. Un grande grazie anche a Fiat-Sevel, che ha aspettato senza abbandonare l’Abruzzo e adesso finalmente ci siamo”.

Nella sala consiliare del Comune di Pescara si sono alternati gli interventi di rappresentanti del mondo imprenditoriale, sindacale e universitario, tra cui il presidente della Saga, Nicola Mattoscio, il rettore dell’Università di Teramo, Luciano D’Amico, il presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone, Rita Innocenzi, della segreteria regionale Cgil, e Gianluca Carota, della Cna.

Nel suo intervento, Delrio parla della tanto discussa questione relativa alla manutenzione e messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25:

“Non voglio sentire che il ministero sta ritardando la messa in sicurezza dei ponti autostradali. Non è vero. È una cosa che abbiamo sollecitato noi, che abbiamo voluto noi per primi. Quindi siamo perfettamente coscienti che questa è una cosa su cui correre. Si è dovuto studiare un meccanismo che consentisse a questa cosa di avvenire, perché non poteva avvenire secondo i canali di finanziamento tradizionali, come per le altre società autostradali. Ognuno di noi ha dovuto ingoiare qualche mal di pancia, ma la cosa è fatta e questo è l’importante”.

Poi spazio al tema degli aeroporti e, soprattutto, degli scali minori.

“Aeroporti minori significano sviluppo turistico. C’è una grande richiesta d’Italia, allora perché dobbiamo far chiudere gli aeroporti minori? Li abbiamo difesi per questo. Perché crediamo nello sviluppo del Mezzogiorno attraverso le connessioni e quindi attraverso gli aeroporti. Abbiamo difeso anche a Bruxelles gli aeroporti italiani. Siamo riusciti finalmente a far approvare un regolamento che regola di nuovo gli aiuti di Stato sugli scali minori e li rende più semplici. Ci consente di avere più attenzioni sulle nostre realtà minori che sono decisive nello sviluppo del turismo”.

Il ministro si sofferma poi sulla questione terremoto e ricostruzione, sottolineando che la sfida si vince anche favorendo lo sviluppo:

“La sfida del terremoto non si vince solo ricostruendo, perché c’è rischio che gli abitanti scappino. Per non farli scappare serve una prospettiva di sviluppo stabile. Se le aree dell’Appennino sono scarsamente accessibili, questo è un elemento importante. Stiamo lavorando affinché, mentre si ricostruisce, si migliori anche l’accessibilità dei territori”

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