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Manutenzione A24 e A25, Toto: “Lavori a rischio”. Acerbo: “Profitti al privato e perdite allo Stato”

Manutenzione A24 e A25, Toto: “Lavori a rischio”. Acerbo: “Profitti al privato e perdite allo Stato”


PESCARA, 28 maggio 2017 – Polemiche sull’emendamento alla “manovrina”, in discussione nella commissione bilancio, con il quale il parlamentare di maggioranza del Sudtirol, Daniel Alfreider, chiedeva di rimettere in discussione il documento del Governo che assegna circa 110 milioni di euro al ministero delle Infrastrutture per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, che interessano Lazio e Abruzzo. L’emendamento è stato ritirato, ma sembra soltanto perchè domani sarebbe scaduto, mentre ne è stato presentato un altro dello stesso tenore dal parlamentare Ivan Catalano, indipendente nella forza di maggioranza Civici Innovatori. Anche in questo caso si chiede che confluiscano nelle casse dell’Anas, e non del ministero per le Infrastrutture, i fondi individuati nel canone concessorio, che il gestore delle arterie, Strada dei Parchi Spa dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto, versa al Governo per la concessione autostradale.


Se questo emendamento passasse  – è la denuncia che arriva dal gruppo Toto – la copertura dei lavori che interessano A24 e A25 risulterebbe a rischio. Lavori che riguardano in particolare i piloni su cui poggiano i viadotti messi a dura prova dalle forti scosse di terremoto che si sono susseguite nel centro Italia dallo scorso mese di agosto.

E’ Carlo Toto, azionista di riferimento della Toto Holding che controlla Strada dei Parchi, gestore delle due arterie, a lanciare l’allarme:

“È corsa contro il tempo per mettere in sicurezza le Autostrade A24 e A25 che collegano Lazio e Abruzzo e che attraversano un territorio ad alta sismicità. I lavori sono iniziati ma sono a rischio. Dietro il dibattito parlamentare si rischia di perdere di vista il cuore del problema”.

I lavori per la sicurezza urgente delle due arterie sono già in corso, per un valore di 190 milioni di euro. Toto sottolinea:

“La messa in sicurezza urgente di A24 e A25 è una priorità, peraltro chiesta proprio dal ministero delle Infrastrutture, che ha già approvato circa 200 milioni di interventi su 240 milioni complessivi per la sola messa in sicurezza urgente. Spostare i termini del problema e dirottare altrove le risorse significa non solo andare contro le norme ma anche contro il buon senso”.

Tre giorni fa il Governo stesso aveva già previsto di sostenere la Messa in sicurezza Urgente della A24 e A25, destinando con un emendamento alla “manovrina” le prime due rate del canone. Risorse che serviranno alla realizzazione di una parte dei lavori. L’imprenditore osserva:

“Visto che il ministero ha approvato parte degli interventi di messa in sicurezza urgente per circa 200 milioni, è necessario incrementare da due a quattro le annualità. Garantendo così l’impatto zero sulla tariffa e il completamento dell’intervento. Il costo della messa in sicurezza urgente non può ricadere sugli utenti. I lavori devono proseguire senza indugio. La sicurezza per noi è una priorità”.

Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, fornisce però una lettura diametralmente opposta della vicenda:

“Che senso ha privatizzare un’autostrada se poi lo Stato deve pagare e fare la manutenzione ordinaria e straordinaria su un tracciato, A24 E A25, con il pedaggio più caro d’Italia, se non quello che i ‘profitti sono del privato e le perdite dello Stato’?  Quando l’autostrada è stata privatizzata e affidata in concessione a Toto la gestione era in attivo. Il privato ha aumentato per anni in maniera spropositata i pedaggi e ora – grazie all’impegno dei politici abruzzesi che già furono complici della privatizzazione – i nostri parlamentari chiedono al governo di finanziare lavori di messa in sicurezza. Inoltre si usa il rischio sismico per giustificare il fatto che si possa concedere a Toto la proroga della concessione a Strada dei Parchi senza gara. Accantonato per palese illegittimità il mega-progetto da 50 km di tunnel – come avevamo profetizzato – ora si accontenta Toto con denaro pubblico. La sensazione è che Toto si sta pagando da anni la concessione con gli aumenti dei pedaggi e ora quelle cifre verrebbero dallo Stato restituite a Toto per fare lavori. Faccio notare che quei piloni che oggi vengono usati per giustificare la solita emergenza all’italiana erano in quelle condizioni anche prima delle scosse. Toto ha davvero garantito la manutenzione ordinaria e straordinaria come avrebbe dovuto o usa la scusa del rischio sismico per farsela pagare con i soldi già estorti ai cittadini? Perché i parlamentari abruzzesi di centrosinistra e centrodestra non chiedono trasparenza invece di perorare gli interessi di Toto? A evidenziare il rapporto strettissimo tra Toto e i decisori politici c’è il fatto che Luciano D’Alfonso, il dominus del Pd e del centrosinistra abruzzese, nonché Presidente della Regione, è ‘amico di famiglia’, finanziato da Toto e con Toto a volte sotto processo. A dire il vero D’Alfonso è anche dirigente Anas (ora in aspettativa) e spero non sia toccato a lui vigilare sul concessionario”.

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