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Maxi blitz interforze a Montesilvano, sgomberato il ‘ghetto’ di via Ariosto /FOTO – VIDEO

Maxi blitz interforze a Montesilvano, sgomberato il ‘ghetto’ di via Ariosto /FOTO – VIDEO


MONTESILVANO, 31 maggio – È in corso dall’alba a Montesilvano una maxi operazione interforze per lo sgombero del cosiddetto ‘ghetto’ di via Ariosto, i palazzi fatiscenti occupati da stranieri e, in particolare,da senegalesi. Oltre 300 gli uomini impegnati, tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia municipale e 118. In questo modo si sta dando esecuzione ad un’ordinanza di sgombero dei due palazzi fatiscenti per questioni igienico sanitarie, firmata dal sindaco ormai da diversi mesi.

Circa duecento gli stranieri che sono stati fatti uscire dalle due palazzine ‘Tillia’ e ‘Viola’. Il Comune sta provvedendo a murare la struttura.

Trovati, tra l’altro, droga e materiale contraffatto.

Sul posto anche il sindaco Francesco Maragno, l’assessore ai Lavori pubblici e polizia locale, Valter Cozzi, ed i tecnici comunali.

L’operazione, pianificata in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi in Prefettura, è condotta, fa sapere la Questura, “al fine di tutelare l’ordine e della sicurezza pubblica”. Vi hanno preso parte anche contingenti di Rinforzo dei Reparti Mobili di Roma, Napoli e Senigallia, dei Battaglioni Carabinieri Lazio, Puglia e Toscana, le specialità delle Unità Cinofile Antidroga, Antiesplosivo e da Ordine Pubblico, nonché il Reparto Volo di Pescara.

BILANCIO OPERAZIONE: 27 FERMATI, SEQUESTRATA DROGA E MERCE CONTRAFFATTA

Il bilancio dell’operazione è di 27 persone fermate. Quattro quattro quelle denunciate, di cui due per possesso di stupefacenti e due per resistenza a pubblico ufficiale.

Delle 27 persone fermate, fa sapere la Questura di Pescara, undici sono state accompagnate al Comando Compagnia Carabinieri di Montesilvano e 16 in questura. La posizione dei fermati è al vaglio del locale Ufficio Immigrazione. Le quattro persone sono state denunciate dalla squadra Mobile. Nel corso dell’attività sono state rinvenute una ventina di dosi di droga, tra hashish, marijuana e cocaina, oltre a diversi bilancini e attrezzi per il taglio della droga.

L’Arma dei Carabinieri ha proceduto al sequestro di 139 grammi di marijuana, 67 grammi di hashish e sei grammi di cocaina. La Guardia di Finanza ha sequestrato 20mila articoli contraffatti tra capi di abbigliamento ed etichette, oltre a 1.500 cd.

IL SINDACO: “SAPEVANO DI DOVER ANDARE VIA. FINALMENTE CHIUSA CENTRALE DI SPACCIO E CONTRAFFAZIONE”

Sulla futura sistemazione dei senegalesi, il sindaco, Francesco Maragno, sottolinea:

“Sapevano da sei mesi di dover lasciare gli immobili, sulla base della mia ordinanza. E’ una problematica loro, che dovranno affrontare. Dovranno trovare una sistemazione. Molti lo hanno giò fatto, altri la troveranno. Hanno una fitta rete di contatti”.

Il primo cittadino aggiunge:

“Con la maxi operazione di sgombero delle due palazzine di via Ariosto condotta sin dalle prime luci dell’alba si pone fine ad una situazione rimasta irrisolta per oltre 20 anni, con residenti e turisti esasperati e ripetute denunce e tentativi falliti di eseguire gli sfratti da parte dei proprietari degli appartamenti. Lo scorso novembre ho emesso un’ordinanza di sgombero delle palazzine alla luce del grave pericolo per l’incolumità pubblica e privata, soprattutto degli occupanti degli edifici, sia da un punto di vista igienico – sanitario che strutturale. Le palazzine erano divenute peraltro una vera centrale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla contraffazione. Queste ultime settimane sono state connotate da una lunga serie di tavoli tecnici in Prefettura, incontri con i proprietari degli immobili e con la comunità dei senegalesi che risulta la principale presenza all’interno delle Palazzine sgomberate. L’operazione di questa mattina dà esecuzione a quella ordinanza e agli oltre 6 mesi di lavoro costante, condotto in silenzio proprio per ottenere la maggiore efficacia della operazione. In questo periodo abbiamo inoltre lavorato per preparare al meglio gli occupanti degli appartamenti, dando loro anche il tempo necessario per individuare sistemazioni alternative”.

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