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Megalò 2, il Wwf si costituisce al Tar a sostegno del “no” al progetto espresso dal comitato Via

Megalò 2, il Wwf si costituisce al Tar a sostegno del “no” al progetto espresso dal comitato Via


CHIETI, 8 giugno – Un ricorso a sostegno del no al progetto Megalò già espresso dal comitato per la valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo. A presentarlo al Tar, “ad opponendum” rispetto a quello proposto da ‘Sile Costruzioni S.r.l. a socio unico’ di Barzana, il Wwf Chieti Pescara che nell’atto,  curato anche questa volta dall’avvocato Francesco Paolo Febbo,  ribadisce la validità delle motivazioni con le quali il comitato Vua ha rigettato l’istanza di proroga del precedente giudizio dichiarando improcedibile la richiesta di modifica sostanziale del progetto limitatamente alle opere edili.

In altre parole il Wwf chiede al Tar di riconoscere la validità delle scelte del comitato Via, contestando punto per punto le obiezioni presentate nel ricorso della Sile.

L’obiettivo è quello di evitare “che venga cementificata ancora ed in maniera consistente” come scrive l’avvocato Febbo nel ricorso,  “un’area già fortemente compromessa da imponenti costruzioni e, soprattutto, di evitare il rischio esondazione che, nell’eventualità si verificasse, procurerebbe danni catastrofici ed incalcolabili, agevolmente immaginabili“.

La difesa del provvedimento del comitato Via nasce anche dal fatto che con questo giudizio, osserva ancora l’avvocato Febbo, “finalmente, sembra prendersi coscienza dei rischi e dei pericoli immani che l’area interessata e, con essa la collettività, si vedono costretti a correre, per fini meramente utilitaristici, commerciali ed economici“.

Nel ricorso, inoltre, l’associazione ambientalista sottolinea più volte come sia necessario separare il progetto di ulteriori costruzioni, “da impedire una volta per sempre”, dal discorso sull’argine mai completato. Al riguardo il Wwf evidenzia come il Genio Civile, in una sua ordinanza, sottolinei a più riprese che “l’argine esistente non è stato realizzato secondo i dettami progettuali, con gravi conseguenze anche nella fase di valutazione della pericolosità idraulica”.

“Le valutazioni modellistiche sono state effettuate simulando la presenza anche del tratto mancante, mai realizzato, ma erroneamente inserito e simulato idraulicamente nel corso della procedura di aggiornamento del Psda, il Piano Stralcio di Difesa dalle Alluvioni – scrive  l’associazione –  Una situazione incredibile portata avanti con grave superficialità anche a fronte di eventi meteorici non eccezionali (ad esempio l’esondazione del dicembre 2013) che pure avrebbero dovuto creare un giusto e duraturo allarme. Il Wwf sta studiando accuratamente la documentazione di questi anni e conferma in pieno il proprio impegno, affiancato da organizzazioni di categoria e associazioni, alcune delle quali presenti qui anche oggi, a dimostrazione di uno sforzo collettivo in favore dei cittadini, dell’ambiente e del rispetto della legalità”.

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