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Pedofilia, anche l’Abruzzo coinvolto nella maxinchiesta di Trento

Pedofilia, anche l’Abruzzo coinvolto nella maxinchiesta di Trento


PESCARA, 13 ottobre – Si scambiavano immagini di minori su una piattaforma voip criptata. Una rete di pedofili è stata scoperta dalla Polizia postale di Bolzano nel corso di un’indagine che è arrivata a toccare anche l’Abruzzo.

La Polizia di Trento ha arrestato 10 persone, eseguito 47 perquisizioni e sequestrato una gran quantità di materiale pornografico con sfruttamento sessuale di minori.

Le indagini hanno preso il via dall’arresto di un 38enne altoatesino, avvenuto il 1 febbraio 2016, trovato in possesso di foto e video con esibizioni pornografiche di minorenni. Gli investigatori sono riusciti, attraverso l’utilizzo di particolari software, a ricostruire moltissime conversazioni dalle quali emergeva la morbosità degli interlocutori nei confronti di pratiche sessuali con minorenni.

L’uomo é risultato essere il fulcro di una rete con oltre un centinaio di contatti con i quali lo stesso, a volte presentandosi come madre di una bambina minorenne, affermava essere attratto sessualmente da bambini e offrendo ai suoi interlocutori, materiale pedopornografico.

L’indagine coinvolge Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna.

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