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Pescara-Ascoli 0-1, il Delfino si suicida nel derby e mette a rischio la salvezza. Pesa follia di Coda

Pescara-Ascoli 0-1, il Delfino si suicida nel derby e mette a rischio la salvezza. Pesa follia di Coda


PESCARA, 12 maggio – Follia Pescara. La squadra di Pillon si complica incredibilmente la vita, lasciandosi battere a domicilio dall’Ascoli. Pesa, enormemente, lo sciocco fallo di Coda, che lascia i biancazzurri con un uomo in meno per larga parte dell’incontro. I marchigiani, però, mettono in campo più fame, più voglia e più determinazione. Meritati i tre punti dei ragazzi di Cosmi, che centrano due pali e sfiorano a più riprese il raddoppio. Il Delfino deve fare solo mea culpa: mette a rischio la salvezza, poiché qualora non riesca a fare risultato a Venezia, potrebbe finire ai play-out. Inoltre, in un’annata caratterizzata da tante amarezze, ha deluso per l’ennesima volta i suoi tifosi, accorsi in massa all’Adriatico, richiamati anche dal fascino del derby.

LA PARTITA

Nell’ultima gara di campionato del Pescara davanti al proprio pubblico, Pillon conferma l’undici che ha ben figurato nelle ultime settimane, con l’unica variante rappresentata da Coda, al centro della difesa, al posto di Fornasier. Reparto difensivo completato da Crescenzi, Fiamozzi e Gravillon, linea mediana formata da Brugman, Valzania e Machin, tridente d’attacco composto da Mancuso, Capone e Pettinari. Nell’Ascoli di Serse Cosmi non trovano posto, nell’undici iniziale, gli ex Ganz, Mengoni, Mignanelli e Kanoute. Anche l’allenatore dei marchigiani è un ex della sfida.

PRIMO TEMPO

Marchigiani copertissimi in avvio di partita, tutti rintanati dietro la linea della metà campo. I biancazzurri manovrano senza fretta, in attesa di trovare i varchi giusti. Al 5′ pericoloso il Pescara: Pettinari lavora un buon pallone sulla sinistra e serve Brugman dal fondo, l’uruguaiano entra in area e conclude di poco al lato.

Il pallone scotta tra i piedi dei giocatori bianconeri, che commettono diversi errori banali. Cosmi si sbraccia in panchina. Al quarto d’ora primo spunto dell’Ascoli, con Baldini che allarga sulla destra per Monachello, ma il tiro dell’attaccante bianconero è telefonato e Fiorillo blocca senza problemi.

Al 17′ l’Ascoli passa inaspettatamente in vantaggio con l’incornata di Bianchi, liberissimo di colpire di testa in area di rigore, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Clemenza. Male la difesa biancazzurra.

La reazione del Pescara è rabbiosa, ma i bianconeri prendono coraggio e al 20′ vanno vicini al raddoppio con Monachello, che affonda sulla destra e sfiora il palo. L’Ascoli continua ad attaccare. Il Pescara ha accusato il colpo.

Al 25′ i biancazzurri si complicano ulteriormente la vita, restando in dieci in virtù dell’espulsione di Coda, che compie uno sconsiderato ed inutile intervento, a gamba tesa su Monachello, nella metà campo avversaria. Pillon è costretto a sostituire Capone con Fornasier. Strada davvero in salita per i biancazzurri. Grave ingenuità da parte di uno degli elementi più esperti nelle file del Delfino. Coda non è nuovo ad entrate di questo tipo, assolutamente fuori luogo vista l’importanza della posta in palio.

Alla mezz’ora pericoloso Clemenza dal limite dell’area, ma il suo tiro è debole e finisce al lato. Biancazzurri sotto shock. Pillon chiede ai suoi di reagire. Al 35′ ancora brividi per i tifosi del Pescara: gran tiro di Clemenza, Fiorillo vola e impedisce che il pallone si insacchi all’incrocio. L’Ascoli adesso è padrone del campo, il Pescara un pugile suonato.

Con il passare dei minuti il pubblico si spazientisce per l’arbitraggio, in effetti piuttosto severo nei confronti del Pescara. Sul finale di primo tempo però è Mancuso, al centro dell’area, ad avere la palla buona per il pareggio, ma il suo colpo a botta sicura è deviato in angolo da un avversario.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa l’Ascoli torna in campo con Rosseti al posto di Monachello, toccato duro da Coda in occasione dell’espulsione. Pescara subito pericoloso, al primo minuto, con un gran tiro di Machin dalla distanza: il pallone si stampa sulla traversa e finisce fuori. Al 7′ torna a farsi vedere l’Ascoli con un colpo di testa di Rosseti in area, ma la conclusione è debole e Fiorillo neutralizza. Si divora il raddoppio l’Ascoli, all’11’, sulla respinta corta di Fiorillo nell’area piccola: irrompe Rosseti, che è solo, ma scivola al momento di colpire.

Cresce il nervosismo in mezzo al campo, con i giocatori delle due squadre che si beccano ripetutamente. Al 19′ ancora Machin, con un gran calcio di punizione dalla distanza, impegna severamente Agazzi, Un minuto dopo è l’Ascoli, in ripartenza, a concludere due volte a rete: Fiorillo, in entrambe le occasioni, respinge di piene e tiene il Pescara in partita.

Pettinari è esausto e Pillon lo sostituisce con Bunino. La gara è apertissima, i biancazzurri attaccano con generosità e inevitabilmente si espongono alle ripartenze avversarie. Pesa l’uomo in meno in mezzo al campo, anche e soprattutto sul piano atletico.

Al 28′ ci prova Brugman dal limite: palla di poco al lato. Un minuto dopo il tiro a giro di Clemenza dalla destra finisce fuori. Alla mezz’ora palo pieno centrato da Baldini con una splendida conclusione dal limite. I biancazzurri rischiano di capitolare.

Pillon tenta il tutto per tutto e getta nella mischia anche Baez, un attaccante esterno, al posto del centrocampista Valzania. Al 40′ altra traversa per l’Ascoli, con Crescenzi che lascia completamente scoperto il suo lato e permette a Baldini di colpire a botta sicura. Al 43′ è Addae, solo, in ripartenza, ad impegnare ancora Fiorillo, che manda in corner. Calcio d’angolo e Bunino salva sulla linea sul colpo di testa di Cherubin. Un minuto dopo è Agazzi a salvare il risultato sul tiro cross di Brugman.

Finisce con la vittoria, meritata, dell’Ascoli. Per il Pescara riaffiora l’incubo play-out. I tifosi biancazzurri, ancora una volta, si sentono traditi dalla squadra. A questo punto conta solo fare risultato a Venezia e – subito dopo – archiviare questa maledetta stagione. Una stagione nella quale, da salvare, c’è davvero poco o più probabilmente nulla.

 

Pescara (4-3-3): Fiorillo, Crescenzi, Coda, Gravillon, Fiamozzi, Brugman, Valzania (33’st Baez), Machin, Mancuso, Capone (25′ pt Fornasier), Pettinari (20′ st Bunino). A disposizione: Baiocco, Yamga, Elizalde, Cocco, Carraro, Cappelluzzo, Coulibaly, Savelloni. Allenatore: Bepi Pillon

Ascoli (4-4-2): Agazzi, Gigliotti, Cherubin, Pinto (33’st Mignanelli), De Santis, Bianchi (15’st Buzzegoli), Addae, Clemenza, Mogos, Monachello (1’st Rosseti), Baldini. A disposizione: Lanni, Mengoni, De Feo, Parlati, Castellani, Ganz, Florio, D’Urso, Kanoute. Allenatore: Serse Cosmi

Arbitro: Aureliano di Bologna

Reti: 17′ pt Bianchi (A)

Corner: 4-2 per l’Ascoli

Espulso: Coda (P)

Ammoniti: Brugman (P), Cherubin (A), Bianchi (A), Crescenzi (P), Clemenzi (A), Rosseti (A)

Spettatori: 10 mila circa

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