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Pescara, l’Arcigay denuncia un “assalto omofobo” nei confronti di un ragazzo

Pescara, l’Arcigay denuncia un “assalto omofobo” nei confronti di un ragazzo


PESCARA, 2o maggio – “Giovedì sera si è consumato a Pescara un grave assalto omofobico nei confronti di un ragazzo, peraltro volontario di Arcigay Chieti”. A denunciare l’episodio la stessa associazione  che racconta come il ragazzo, intorno alle 22, dopo aver salutato il proprio fidanzato con un semplice bacio sul lungomare ed aver preso la bici per tornare a casa, sia stato seguito per un lungo tratto da due uomini che dall’auto gli hanno lanciato insulti omofobi.

“Due individui che hanno assistito alla scena a bordo di un’auto gli hanno gridato con tono minaccioso improperi legati al suo orientamento sessuale – scrive l’associazione – ma purtroppo l’episodio non si è chiuso subito: i due, non appagati evidentemente dalla prima serie di offese, l’hanno inseguito per un bel tratto superandolo e fermandosi più volte per aspettarlo e ogni volta che si avvicinavano, anche guidando contro mano, gli urlavano contro ingiurie con tono violento, spaventando moltissimo il ragazzo che sulla propria bici non ha potuto far rientro subito in direzione di casa in quanto, sentendosi minacciato, non voleva rivelare loro il suo domicilio”

A quel punto secondo l’associazione il ragazzo avrebbe cercato invano di chiamare Carabinieri e Questura, non ricevendo risposta fino a quando, intorno alle 23, è andato dalla Polizia per sporgere denuncia.

“Gli è stato riposto in entrambi casi che poiché, a parer loro, non si configurava alcun reato loro non potevano fare niente – continua l’associazione –  ,Ebbene noi di Arcigay Chieti vogliamo sottolineare e denunciare quanto sia grave non solo l’inseguimento minaccioso con ingiurie operato ai danni del ragazzo, che ha subito una vera e propria violenza privata, quanto anche la totale assenza di aiuto delle forze dell’ordine, che altresì hanno frettolosamente liquidato il ragazzo non curandosi minimamente del fatto che non spetta a loro giudicare la presenza o meno di un reato in un episodio di violenza e ingiuria.
Cogliamo l’occasione per chiedere con forza che. analogamente a quanto ha fatto la Regione Umbria, anche l’Abruzzo si doti di una legge regionale volta al contrasto contro le discriminazioni e le violenze di genere determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”

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