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Rapposelli, il figlio non risponde al pm. Una placca confermerebbe l’identità del cadavere di Tolentino

Rapposelli, il figlio non risponde al pm. Una placca confermerebbe l’identità del cadavere di Tolentino


TERAMO, 14 novembre – Davanti al pm Andrea Laurino Simone Santoleri. il figlio di Renata Rapposelli, la pittrice scomparsa da Ancona, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Convocato per questa mattina in caserma, al comando provinciale dei Carabinieri di Ancona, l’uomo assistito dai propri legali (gli avvocati Alessandro Angelozzi, Gianluca Reitano   e Gianluca Carradori), ha scelto di non rispondere alle domande della Procura, con la sua permanenza nel comune marchigiano durata meno di un’ora.

L’uomo è indagato per omicidio volontario ed occultamento di cadavere insieme al padre  Giuseppe, anche quest’ultimo convocato per questa mattina in caserma ad Ancona. L’uomo, attualmente ricoverato  nell’ospedale di Atri per un’intossicazione da farmaci, ha presentato tramite i propri legali il relativo certificato medico per ottenere un rinvio.

Intanto è atteso per domani l’esito degli accertamenti sul dna del corpo rinvenuto in una scarpata a Tolentino. Anche se non sembrano esserci più dubbi sul fatto che il cadavere sia quello di Renata Rapposelli (a confermarlo anche una placca metallica rinvenuta nel braccio del corpo senza vita di Tolentino, identica a quella inserita nel braccio della donna dopo una lussazione) per l’identificazione certa è necessario attendere comunque il dna.

Una volta avuti i risultati la Procura potrebbe fissare già per i prossimi giorni l’autopsia sul corpo della donna. Intanto, sempre per i prossimi giorni, sarebbe in programma un sopralluogo dei Ris nella casa di Ancona in cui viveva Renata Rapposelli e nella quale l’ex marito e il figlio, secondo quanto dichiarato da questi ultimi,  non avrebbero mai messo piede.

Nei prossimi giorni, visto il ritrovamento dl cadavere a Tolentino, che l’esame del Dna dovesse confermare che si tratta di Renata Rapposelli, il fascicolo potrebbe passare alla Procura di Macerata per una questione di competenza territoriale.

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