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Provincia Teramo: “Nel 2016 appaltate 42milioni di opere pubbliche”

Provincia Teramo: “Nel 2016 appaltate 42milioni di opere pubbliche”

TERAMO, 23 dicembre – Quarantadue milioni di opere pubbliche appaltate, duecentoquarantuno contratti stipulati, due accordi  di programma per la ricostruzione post sisma 2009 firmati con risorse per 60 milioni di euro  a favore del comparto edilizio e del suo indotto che nel 2017, dopo l’approvazione dell’Ufficio di Fossa per la ricostruzione, andranno in gara.  Sono solo alcuni dei dati del bilancio di fine anno della Provincia di Teramo, snocciolati questa mattina dal presidente Renzo Di Sabatino.

Presidente che ha sottolineato come, se le Province restano in Costituzione, allora bisogna restituire le risorse per strade e scuole.

“Soldi per i servizi e per la sicurezza – ha spiegato Di Sabatino – per noi si traduce in sicurezza per chi viaggia e sicurezza per gli studenti e per chi dentro le scuole lavora. Non solo, quindi, riparazione del danni fatti dal sisma, ma investimenti e risorse per garantire alla comunità una serena convivenza con il fatto di vivere in una zona ad alto rischio sismico”.

Non è mancato, nel corso della conferenza, un riferimento all’esito del referendum e al passaggio tra il “vecchio” e il nuovo consiglio, quello che verrà eletto il prossimo 8 gennaio:

“E’ chiaro che la vittoria dei No al referendum pone una serie di questioni non ultima quella relativa alle modalità di elezioni delle Province – ha detto il presidente – Devo dire, però, che uno degli indubbi vantaggi delle elezioni di secondo livello è l’esperienza degli eletti, tutti amministratori. Maggioranza e minoranza non hanno perso tempo in beghe politiche, hanno collaborato per portare risultati alla comunità”.

Questioni amministrative a parte, tra i temi affrontati da Di Sabatino nella sua relazione un ruolo centrale l’hanno rivestito il lavoro e l’economia. “I dati consegnano un mandato: fare presto. Abbiamo portato a casa l’area di crisi complessa Vibrata-Tronto, ne abbiamo chiesta un’altra, un’area di crisi semplice, per il ‘sistema lavoro Teramo’. Dobbiamo fare presto, però, servono subito i bandi e i finanziamenti perché l’occupazione è al palo” ha continuato, aggiungendo poi come tra le emergenze affrontate ci sia anche quella delle cooperative sociali.

“L’ultimo anno è stato costellato da vertenze che riguardano le cooperative del terzo settore – ha ribadito Di Sabatino – sanità e sociale, in difficoltà perché la filiera del pubblico paga con ritardo. Un problema sul quale dobbiamo intervenire”.

Per quel che concerne i dati dell’attività provinciali, i numeri sono comunque soddisfacenti:

“Quarantadue milioni di opere pubbliche appaltate nel 2016, duecentoquarantuno contratti stipulati – ha snocciolato Di Sabatino – risorse che sono entrate in circolo nell’economia locale”.

Poi uno sguardo al 2017, quando si dovranno gestire i progetti del Masterplan, per la Provincia le piste ciclabili (quella del Tordino in primis) il porto di Giulianova, il supporto tecnico per la realizzazione della casa dello studente.

Infine la questione delle “funivie”, quella di Teramo e quella di proprietà della Provincia, la cabinovia dei Prati di Tivo.

“Sono strumenti che devono essere a servizio di un progetto, di un disegno strategico, non sono l’oggetto. Noi abbiamo messo in liquidazione la società per azioni Gran Sasso Teramano  ma ci vogliamo giocare una scommessa sul rilancio del turismo montano – conclude Di Sabatino –  tutt’altro che disimpegno. E anche per il progetto della funivia di Teramo a servizio del polo Universitario la posizione della Provincia è da anni la stessa visto che è prevista in tutti i documenti di programmazione insieme alla  metropolitana di superficie. Sono progetti strategici e non possono essere barattati con altre tipologie di interventi. Se parliamo di urgenze anch’io dico che mi servono soldi per le scuole. Ma qui stiamo parlando di un finanziamento destinato a opere, basta leggersi la delibera del Cipe, che disegnano le strategie del futuro prossimo. Se mi dici no mi devi anche spiegare qual è la tuo modello alternativo”.

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