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Sant’Omero, ex responsabile dell’area tecnica a processo per peculato: in aula gli amministratori

Sant’Omero, ex responsabile dell’area tecnica a processo per peculato: in aula gli amministratori


TERAMO, 15 febbraio – E’ un’accusa di peculato quella che ha portato a processo, davanti ai giudici del collegio (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano ed Enrico Pompei),   Lodovico Emilio Serranò, all’epoca responsabile dell’area tecnica del Comune di S.Omero, accusato di essersi indebitamente appropriato di circa 16mila euro in un arco di tempo compreso tra il maggio del 2011 e il maggio del 2014.

Nella prima udienza del processo, questa mattina, sono stati ascoltati come testi sia l’attuale sindaco Andrea Luzii che l’assessore ai lavori pubblici Adriano Di Battista, firmatari insieme ai colleghi di giunta dell’esposto che all’epoca fece partire le indagini.

Sindaco ed assessore che hanno ricordato di come, l’esposto, fu presentato dopo la segnalazione, da parte del nuovo responsabile dell’ufficio tecnico succeduto a Serranò, di alcune anomalie riscontrate in alcune delibere.

“L’esposto fu presentato a novembre del 2015, dopo che c’erano state rappresentate, da parte del nuovo responsabile dell’ufficio tecnico, alcune anomalie relative ad una serie di atti – ha detto in aula l’assessore Di Battista – tra cui una determina di autoliquidazione”.

Dopo l’audizione di sindaco ed assessore e la rinuncia da parte del pm di udienza ad alcuni testi, tutti firmatari dell’esposto, il processo è stato rinviato a luglio per ascoltare il segretario comunale e il responsabile dell’ufficio tecnico succeduto nell’incarico all’imputato.

Secondo l’accusa, titolare del fascicolo il pm Davide Rosati, Serranò in qualità di allora responsabile dell’area tecnica lavori pubblici del Comune, oltre che di responsabile del procedimento, si sarebbe auto liquidato delle somme in quanto incaricato della progettazione ed esecuzione di alcuni lavori.

Un atto, quello della liquidazione dei compensi, dal quale al contrario, secondo la Procura, avrebbe dovuto astenersi “in quanto pubblico dipendente che partecipa ad attività che coinvolgevano i propri interessi”, come si legge nel capo di imputazione.

 

Inoltre, sempre secondo la Procura, la liquidazione delle somme sarebbe avvenuta in assenza della decisione del segretario comunale, deputato a valutare le attività svolte.

Numerose le determine di liquidazione finite sotto i riflettori della Procura, da quella per i lavori di sistemazione delle acque piovane a Garrufo di S.Omero a quella per i lavori di ripristino e pulizia strade a seguito dell’alluvione del marzo 2011, per un totale di 14 determine.

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