L'Aquila
Stai leggendo
Sequestrati 248mila euro a imprenditori marsicani, sede trasferita all’estero per evadere il fisco

Sequestrati 248mila euro a imprenditori marsicani, sede trasferita all’estero per evadere il fisco


AVEZZANO, 17 giugno 2017 – Sequestrati 248 mila euro ad una serie di imprenditori marsicani, operanti nel settore del commercio di mobili, arredamenti ed elettrodomestici, legati tra loro da vincoli familiari. Gli imprenditori, accusati di evasione fiscale, avrebbero trasferito in modo fraudolento la sede legale all’estero, allo scopo di sottrarsi al pagamento di debiti dovuti all’Erario, per un importo pari alla somma sequestrata.

Il sequestro è stato effettuato dai finanzieri della compagnia di Avezzano, sulla base del provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano. A richiedere il sequestro è stato il sostituto procuratore della città marsicana, Roberto Savelli, al termine di lunghe e articolate indagini svolte dai finanzieri in seguito ad una denuncia.

La segnalazione era stata trasmessa alla Procura di Avezzano dalla Direzione Generale per l’Abruzzo di Equitalia Centro Spa, secondo la quale la società debitrice, riferita agli imprenditori coinvolti, avrebbe creato un sistema “volto a svuotare la società dal suo patrimonio, trasferendo il patrimonio ad una nuova società costituita ad hoc”.

Una volta svuotata l’azienda, i soci avrebbero poi ceduto le quote della stessa, ormai estromessa dal mercato, ad un anziano imprenditore, di origini partenopee e residente in Inghilterra, che ha fittiziamente pagato il tutto con cambiali. Titoli di credito che, secondo quanto accertato dagli inquirenti, non sarebbero stati mai incassati né protestati.

Diventato socio unico della società, il nuovo proprietario ha cambiato la denominazione della stessa, trasferendo la sede legale prima in Campania e successivamente in Inghilterra, allo stesso indirizzo di altre 16 società da lui acquistate. L’ultimo atto sarebbe stato la cancellazione dal registro delle imprese britannico della società oggetto delle indagini, in maniera tale da rendere pressoché impossibile all’Erario la riscossione del debito. Tutti gli atti alla base della presunta frode sono stati redatti con la consulenza e la partecipazione fattiva di un commercialista e di un notaio marsicani, entrambi denunciati dalle Fiamme Gialle.

Mi sento...
Felice
0%
Orgoglioso
0%
Euforico
0%
Ok
0%
Triste
0%
Arrabbiato
0%