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Sit-in dei lavoratori Dayco a Pescara: “Chiarezza su futuro azienda e piano industriale”

Sit-in dei lavoratori Dayco a Pescara: “Chiarezza su futuro azienda e piano industriale”


PESCARA, 15 giugno 2017 – Sit-in di protesta, questa mattina a Pescara davanti alla sede della giunta regionale, da parte di oltre duecento lavoratori della Dayco Europe, azienda che produce cinghie di distribuzione per auto, con stabilimenti a Chieti, Manoppello e Colonnella. La manifestazione, che si è svolta senza incidenti, è stata indetta per chiedere alla Regione di farsi mediatrice al fine di ottenere risposte urgenti dalla Dayco, sul futuro dell’azienda e sul piano industriale.

Una delegazione dei lavoratori, insieme ai sindacalisti, ha incontrato il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, che ha rassicurato i lavoratori sull’impegno dell’ente:

“Siamo di fronte ad una vicenda che non nasce oggi e che seguiamo con le delegazioni sindacali. Parliamo di un’azienda che è un vero gioiello per la nostra regione, con una produzione intensa che realizza utili. Ma, nonostante questo, siamo preoccupati perché un’azienda che opera nel settore dell’automotive, con numeri importanti, non sta investendo e non ha presentato un piano industriale credibile. Tutto ciò mettendo in pratica atti che sembrerebbero andare nella direzione di un indebolimento e non di un rafforzamento”.

Lolli ha aggiunto:

“Per questo abbiamo chiamato e incontrato l’azienda, firmato anche un protocollo in Regione, in cui l’azienda si impegnava a comunicare le varie iniziative aziendali e invece così non è stato. Dunque siamo preoccupati e riconvocheremo formalmente ad un tavolo l’azienda e l’amministratore delegato, per farci spiegare quello che sta accadendo, perché questi lavoratori stanno difendendo il loro futuro e quello del territorio, con una grande disponibilità a collaborare per il bene dell’azienda”.

Il coordinatore territoriale della Filctem Cgil, Carlo Petaccia, ha spiegato:

“La protesta segue tre giornate di sciopero dei lavoratori di un’azienda che sta attuando una riorganizzazione che per noi prevede una contrazione del personale. Parliamo di un’azienda che produce utili e che non può attuare una riorganizzazione unilateralmente, senza discutere un piano industriale. Chiediamo per questo di sederci ad un tavolo e parlare con le varie parti. Se Dayco deciderà di ridimensionare la produzione, sarà un danno per l’intera Val Pescara”.

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