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Sito inquinato di Piano d’Orta, il Ministero dell’Ambiente diffida la Moligean sulla bonifica

Sito inquinato di Piano d’Orta, il Ministero dell’Ambiente diffida la Moligean sulla bonifica


PESCARA, 23 gennaio – Il Ministero dell’Ambiente ha inviato una diffida alla società Moligean Srl sulla questione della messa in sicurezza e bonifica del sito inquinato di Piano d’Orta. Lo rende noto il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, sottolineando che “la dirigente D’Aprile è intervenuta dopo un durissimo scambio di note tra la Edison, individuata come responsabile della contaminazione, e, appunto, la società Moligean Srl, che ne è attualmente proprietaria”. Due le criticità evidenziate: la messa  in sicurezza degli edifici industriali o il loro abbattimento e la rimozione dei rifiuti in superficie.

La messa in sicurezza degli edifici industriali, spiegano al Forum, è finalizzata a “permettere alle maestranze di operare in sicurezza per le lavorazioni previste per attuare le misure di prevenzione. Secondo la proprietà sarebbero a rischio”. Tali interventi sono di competenza della proprietaria Moligean, come stabilito da tempo. Nei precedenti incontri il Ministero aveva chiesto di avviare immediatamente le procedure di abbattimento previo passaggio con Sovrintendenza e Comune al fine di valutare la sussistenza di eventuali manufatti di archeologia industriale da salvaguardare.

“A oltre un mese dall’ultima conferenza dei servizi evidentemente non sono state risolte problematiche note da tempo e per le quali le riunioni avevano dato indicazioni chiarissime su come procedere”, dicono gli ambientalisti.

Il secondo aspetto riguarda la rimozione dei rifiuti in superficie, che derivano dall’abbattimento di alcuni edifici avvenuto decenni fa dopo che la proprietà era passata di mano pervenendo alla Moligean.

“Questa quota parte di rifiuti non riguarda quindi Edison che invece deve intervenire sui suoli e sulle scorie derivanti dall’attività industriale”.

Come Forum H2O “siamo allibiti circa l’atteggiamento ostruzionistico che appare persistere su questioni fondamentali per la messa in sicurezza delle aree che, ricordiamo, sono contaminate e dove ci sono situazioni incredibili come la vasca con liquido rosso fuoco che deve essere smaltito quanto prima e che è localizzata proprio dentro uno degli edifici”.

“Ovviamente – aggiungono – se la situazione dovesse persistere siamo pronti a rivolgerci alla Magistratura. Tra l’altro qui non si è arrivati neanche a discutere sulla questione del valore o meno storico dei manufatti su cui anche noi cui ci siamo espressi ma si temporeggia e basta. Tutto ciò è inaccettabile. Dopo l’incredibile storia del diniego all’accesso agli atti da parte del Comune di Bolognano, sconfitto poi in sede di difensore civico dalla Soa, continuano a gravare ombre sul futuro dell’area a 11 anni dal sequestro operato dalla Forestale”.

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