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Tagli alla spesa sanitaria, disabili gravi penalizzati: “Famiglie messe in ginocchio”

Tagli alla spesa sanitaria, disabili gravi penalizzati: “Famiglie messe in ginocchio”


PESCARA, 5 dicembre – Cambiano le regole della Regione Abruzzo per la fornitura di pannoloni e traverse per i disabili. Un provvedimento che riguarda centinaia di malati in difficoltà e le loro famiglie. Ecco la testimonianza diretta che ci arriva da Dario Di Sabatino, che assiste il padre malato.

“Dallo scorso mese di novembre l’ufficio Riabilitazione dell’ospedale di Pescara, attenendosi alle direttive dell’ente regionale, ha ridotto il numero dei pannoloni ai disabili, anche gravissimi, e tagliato completamente la consegna delle traverse protettive dei letti, nonostante il riconoscimento del medico curante e dello specialista in geriatria, che dichiarano lo stato clinico del paziente. Tutto nasce da tagli alle spese sanitarie della regione e che mette in difficoltà centinaia di famiglie”.

“Va sottolineato il fatto che i pazienti che evacuano solo con l’ausilio del clistere hanno bisogno della traversa protettiva, la stessa operazione non ha scadenza fissa, ma l’intervento viene effettuato, anche più volte alla settimana, al momento del bisogno secondo lo stato fisico del malato. Tagli che mettono in ginocchio le famiglie sotto il profilo economico e morale, familiari che sono costretti a giri incredibili sottraendo spesso tempo al loro lavoro”.

“Sono cominciate anche le difficoltà, che si riscontrano ogni anno, per la fornitura dei cateteri vescicali. In questo sistema di organizzazione sanitaria abruzzese sono coinvolti pazienti che vivono a letto da oltre otto o nove anni, con patologie neurologiche e vascolari gravissime, con familiari che si affannano per tenerli in vita. Il governo nazionale propone un indennità per i familiari che sostengono i malati e invece quello regionale taglia le forniture per fare quadrare i conti, a scapito dei disabili, come sta succedendo spesso negli ultimi anni. La presente è una testimonianza diretta dei fatti. Mio padre vive da sette anni nel suo letto e garantirgli un livello minimale di sopravvivenza è sempre più difficile, la Regione Abruzzo sicuramente non aiuta”.

 

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