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Teramo, ricostruzione post sisma: l’Ance denuncia ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni

Teramo, ricostruzione post sisma: l’Ance denuncia ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni


TERAMO, 17 aprile – Ritardi nei pagamenti degli interventi effettuati e blocco della procedura relativa al bando per l’acquisto di case per l’emergenza sisma. A denunciare i numerosi problemi a cui ancora oggi si trovano a dover fa fronte le aziende teramane impegnate nella ricostruzione è il presidente dell’associazione costruttori Raffaele Falone, che sottolinea come molti degli appalti commissionati per il ripristino immediato di infrastrutture pubbliche dopo le scosse sismiche e la nevicata del gennaio 2017 non siano stati pagati, e questo a causa della loro mancata rendicontazione alla Regione da parte degli enti locali. Una situazione insostenibile, anche perché moti di questi interventi sarebbero stati ormai effettuati da oltre un anno.

“Si è creata una situazione difficilissima – dichiara  il presidente di Ance Teramo Raffale Falone – le imprese hanno risposto immediatamente alle richieste di intervento in emergenza ma non si aspettavano di dover attendere così a lungo per i pagamenti perché i Comuni, non rendicontando le spese fatte alla Protezione Civile, impediscono a quest’ultima di trasferire le risorse necessarie. si tratta infatti di opere interamente finanziate dalla Protezione Civile e che non pesano affatto sui bilanci dei comuni”.

Ma non solo. Perché in alcuni casi, relativi agli affidamenti operati in somma urgenza per gli stessi eventi calamitosi dalla Provincia di Teramo, che pur essendo stati correttamente rendicontati non sono ancora stati pagati in quanto non sarebbero ancora stati trasferiti i relativi fondi da Roma.  Altro discorso, poi, quello relativo al bando per l’acquisto di alloggi nuovi da dare agli sfollati, pubblicato il 28 aprile 2017. La graduatoria è stata emanata il 25 ottobre 2017, ma l’iter è stato successivamente bloccato da un esposto alla magistratura contabile.

“Nel frattempo le imprese che hanno offerto le case non hanno riscosso il prezzo pattuito e non possono vendere liberamente i propri beni e per dipiù vivono grossi problemi di liquidità ed il blocco dei cantieri – scrive l’Ance – Viceversa le famiglie sfollate sono ancora sistemate in alloggi provvisori e lo Stato continua a pagare l’autonoma sistemazione fino a 60 mila euro annue per nucleo famigliare alloggiato in albergo”.

Da qui la richiesta alle autorità, ai rappresentanti politici teramani e ai dirigenti dei vari enti interessati di “fare uno sforzo per facilitare il completamento delle procedure che attengono ai pagamenti degli appalti effettuati ed al trasferimento delle case da destinare agli sfollati”.

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