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Truffe nel chietino, arrestati falso capitano dei Nocs e falso agente immobiliare

Truffe nel chietino, arrestati falso capitano dei Nocs e falso agente immobiliare

CHIETI, 1 dicembre – Si sarebbe spacciato per un capitano dei Nocs, il gruppo speciale della Polizia, e millantando contatti con dei curatori fallimentari avrebbe fatto credere alle vittime di essere in grado di agevolare acquisti  alle aste fallimentari presso il Tribunale di Roma.  E così in cambio di orologi di valore, iPhone e altri benefit, si sarebbe limitato a chiedere una provvigione di poche centinaia di euro da riversare ai curatori fallimentari.  Fino a quando le vittime non si sono accorte dell’inganno e l’hanno denunciato, con W.R., di Roma, finito in manette con le accuse di millantato credito, truffa e falsita’ materiale. Accuse contestate anche al complice, A.F., anche lui residente a Roma e arrestato insieme all’amico.

Ad effettuare gli arresti, questa mattina, i Carabinieri del Nor di Chieti con la collaborazione dei colleghi di Roma e Civitavecchia.  Le manette sono scattate al termine di una lunga serie di indagini avviate in seguito a tre denunce presentate la scorsa estate da altrettante persone. Denunce nelle quali i truffati avevano raccontato di essere stati “agganciati” da  un presunto capitano dei Nocs, che sosteneva di chiamarsi Marco Bergamini e che  tramite raggiri via web ne aveva carpito la fiducia mostrando falsi tesserini e documenti. A quel punto l’uomo, poi risultato essere W.R. (con diversi precedenti di truffa nella zona di Civitavecchai) gli aveva lasciato intendere  di essere in grado di agevolare acquisti tramite aste fallimentari presso il Tribunale di Roma ed in cambio di orologi di valore, iPhone e altri benefit,  gli aveva chiesto una provvigione di poche centinaia di euro che sosteneva di dover versare, a mò di “regalia”, ai curatori fallimentari.  A rassicurare le vittime arrivava poi anche il suo complice, A.F., che si spacciava per agente immobiliare e che gli forniva presunte garanzie sull’istruzione della pratica.

Questo fino a quando una delle tre vittime, insospettita dal fatto che il finto carabiniere si negasse continuamente al telefono, non ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri, informando anche le altre due persone con le quali si era tenuto in contatto. Denuncia che è finita ben presto sul tavolo della Procura di Chieti che, grazie anche alle intercettazioni telefoniche, è risalita all’identità dei due truffatori.

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