Una esigenza importante del comparto del gioco


Non c’è ombra di dubbio che, chissà poi perché, il mondo del gioco – e tutto ciò che vi gravita attorno come i casino italiani con bonus – richiama a sé un settore senza regole e senza controlli. A suo modo ciò corrisponde alla realtà, con particolare riferimento allo stato attuale del gioco dove normative nazionali ancora non esistono e dove, purtroppo, i controlli ed i monitoraggi lasciano ancora aperte “vive e vegete” attività illecite. Quelle legali, invece, sono costrette a subire ogni ristrettezza normativa vera o “campata in aria” che sia, come quella dei distanziometri e degli “assurdi luoghi sensibili” la cui lista si allunga in modo esponenziale a scelta di questo o quell’Amministrazione Comunale.

Ma quello che bisogna constatare è che il mondo gioco è una sorta di volano per l’economia nazionale ed anche per l’occupazione, essendo ormai consolidato che in esso lavorano migliaia e migliaia di risorse che, altrimenti, vagherebbero in giro per l’italico territorio alla ricerca della “chimera lavoro” che qualsiasi altro settore di servizi non è riuscito a concretizzare. Allora, però, qualsiasi persona raziocinante si dovrebbe porre una sola domanda: “ma tutta questa confusione, crisi, altalenanza, restrizione che rischi comporteranno sotto il profilo proprio dell’occupazione?”. In fondo in fondo questa situazione di incertezza è stata procurata proprio dall’Esecutivo che non si è voluto imporre ed ha lasciato il “potere di farlo” alle Regioni ed agli Enti Locali.

É chiaro che finalmente il Governo si è accorto di tutto questo “scompiglio” e sta cercando di porvi rimedio (anche perché per anni i suoi “pensieri” e le sue “parole” per quello che riguarda il gioco sono stati assolutamente “latitanti”). Il suo intervento è indubbiamente “sentito” ed il suo “consolidamento” potrebbe essere una specie di “motore” per l’ulteriore sviluppo del settore ludico. Quello che dovrebbe essere chiaro ai più è che il gioco pubblico ha una esigenza importante ed “insormontabile”: quella di essere un “prodotto lecito”. Prodotto che ha affiancato per anni l’offerta delle Case da Gioco tricolore ed ha posto sul mercato un prodotto controllato e verificato in alternativa all’offerta incommensurabile del gioco illecito che ha vissuto per anni indisturbato sul territorio: e con la presenza del gioco pubblico ne viene contrastato.

Quindi, è indispensabile nel modo più assoluto che il gioco legale e, quindi pubblico, sia presente: senza contare che durante questi anni si è concretizzato un settore che contribuisce con nove miliardi di euro a rimpinguare le casse dello Stato. Il principio, di conseguenza, del pribizionismo deve lasciare definitivamente le menti di chi si oppone od è avverso al gioco pubblico, mentre tutti gli sforzi dovrebbero essere concentrati con la massima attenzione ai controlli e nella gestione della filiera.

Assodato, quindi, che il mondo del gioco pubblico crea occupazione ed anche ben retribuita, bisogna dare un occhio al comparto delle Case da Gioco che stanno vivendo un momento particolarmente difficile, dibattendosi tra sindacati, proprietà, contratti di lavoro licenziamenti. Anche lì il Governo forse dovrebbe fare sentire -ove possibile- la sua voce poiché questo particolare settore urge di interventi e richiede un rinnovamento radicale con iniziative nuove, quale forse poteva essere quella “messa sul piatto” dal sottosegretario Baretta: la creazione di una unica “testa” che gestisca le quattro Case da Gioco tricolore per avere possibilità variegate, ma “globali”, di gestione e di marketing.

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