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Venezia-Pescara 0-0, il Delfino resta a galla in laguna e conquista la salvezza

Venezia-Pescara 0-0, il Delfino resta a galla in laguna e conquista la salvezza


VENEZIA, 18 maggio – Il Pescara di Pillon non fallisce la missione in laguna. Serviva un punto per festeggiare la salvezza matematica e un punto è arrivato. Per conquistarlo i biancazzurri non devono neanche sudare troppo. Il Venezia è con la testa già ai play-off e dosa le energie in vista dei prossimi impegni. Il Pescara gioca una gara molto accorta, tenendo i ritmi bassi, senza neanche provare a stuzzicare troppo i lagunari. La permanenza in serie B, che a inizio stagione poteva apparire un risultato scontato, per come si erano messe le cose dopo l’esonero di Zeman è un gran risultato. Occorre dare merito a Bepi Pillon, che ha rivitalizzato una squadra piombata in coma profondo durante la gestione Epifani. Occorre dare merito anche al tecnico boemo, che aveva fatto in pieno il suo dovere fino a quando è rimasto alla guida del Delfino. Ora c’è il tempo per programmare. A giudicare da quanto si è visto in questa stagione, però, c’è poco da salvare in questa rosa. L’unica certezza sembra essere proprio Pillon.

PRIMO TEMPO

Nella gara in laguna, che può valere la salvezza, Pillon sceglie Coulibaly per sostituire Brugman e schiera Perrotta al posto di Coda. Subito Venezia pericoloso, al 2′, con il tiro di Garofalo, in area, murato da Fiamozzi. La squadra di Inzaghi aspetta i biancazzurri, per poi ribaltare ripidamente il gioco con improvvise verticalizzazioni. Al 5′ si fa vedere il Pescara, con un tiro dal limite di Capone, neutralizzato da Audero. Un minuto dopo nuovo brivido per Fiorillo, con Zigoni che lavora un buon pallone in area e serve Geijo: il tiro è forte ma centrale.

Il Pescara resta coperto e compatto nella propria metà campo. I padroni di casa manovrano, ma non alzano eccessivamente i ritmi. Al 16′ ci prova Coulibaly, con un tiro telefonato da circa 25 metri. Tre minuti dopo assist di Capone dal fondo, Frey rischia una clamorosa autorete, con la palla che si impenna e finisce in corner. Al 29′ Falzerano supera Crescenzi sulla corsia di destra, entra in area e conclude, ma Fiorillo fa buona guardia.

Al 32′ ottima iniziativa di Pettinari al limite dell’area del Venezia: gran botta di esterno, che per poco non beffa Audero. E’ solo corner, con l’azione che poi sfuma. Al 43′ punge il Venezia in ripartenza, su un errore in uscita di Machin: Perrotta, in scivolata in area, salva su Zigoni lanciato a rete. In chiusura di primo tempo rischia grosso il Pescara: schema del Venezia su calcio d’angolo, con i biancazzurri che si dimenticano Stulac. Gran botta dal limite e palla che scheggia la traversa. I lagunari chiudono in crescendo, con Zigoni che aggancia al volo, in area, mandando di poco al lato.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa i ritmi sono ancora più blandi. Il Pescara difende il punto a denti stretti, il Venezia sembra già con la testa ai play-off. Non ne guadagna lo spettacolo, che su entrambi i fronti si sviluppa stancamente, senza acuti, per vie orizzontali.

Pericoloso Valzania, al 17′, con un tiro dal fondo sul primo palo, neutralizzato in corner da Audero. Pippo Inzaghi vuole vincere e viene espulso per proteste. Troppa foga in panchina. Dalle tribune il tecnico dei veneti ordina una doppia sostituzione: dentro Fabiano e Litteri, fuori Firenze e Zigoni. Pillon corre ai ripari e infoltisce ulteriormente la linea di difesa, inserendo Campagnaro al posto di Capone. Difesa a cinque, per difendere ad oltranza un pareggio quanto mai prezioso.

Al 28′, però, Geijo inventa per Litteri, che solo in area, a tu per tu con Fiorillo, tocca quel tanto che basta, ma il portiere biancazzurro compie il miracolo e manda in corner. Il Venezia continua a premere e si rende pericoloso con un paio di mischie sventate dalla retroguardia ospite.

Nel Pescara entra anche Falco. I biancazzurri guadagnano secondi preziosi e alzano un muro in difesa, arretrando ulteriormente le linee. Il Palermo è sopra di due gol a Salerno e dunque per il Venezia non ci sono più speranze di piazzarsi quarto. Il punto, stando così le cose, sta bene ad entrambe le squadre. Non succede più nulla fino al triplice fischio dell’arbitro.

Finisce zero a zero. I giocatori del Pescara festeggiano in campo. E’ una liberazione.  Il Delfino evita un’appendice finale da incubo e guadagna la permanenza nel campionato cadetto. Da domani sarà tempo di rifondare.

 

Venezia (3-5-2): Audero, Modolo, Andelkovic, Domizzi, Firenze (21’st Fabiano), Falzerano, Stulac, Frey, Garofalo, Zigoni (21’st Litteri), Geijo (40’st Marsura). A disposizione: Vicario, Russo, Bruscagin, Soligo, Suciu, Cernuto, Zampano, Del Grosso, Zennaro. Allenatore: Filippo Inzaghi

 

Pescara (4-3-3): Fiorillo, Fiamozzi, Gravillon, Perrotta, Crescenzi, Coulibaly, Machin, Valzania, Mancuso (32’st Falco), Pettinari, Capone (26’st Campagnaro). A disposizione: Baiocco, Bovo, Yamga, Bunino, Elizalde, Fornasier, Cocco, Mazzotta, Carraro, Baez. Allenatore: Giuseppe Pillon

Arbitro: Serra di Torino

Corner: 6-4 per il Venezia

Ammoniti: Valzania (P), Frey (V), Geijo (V)

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