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Abruzzo, danni agli stabilimenti. Sib-Confcommercio: “La Regione dichiari lo stato d’emergenza”

Abruzzo, danni agli stabilimenti. Sib-Confcommercio: “La Regione dichiari lo stato d’emergenza”

PESCARA, 15 novembre – Sono passate poche ore dall’arrivo del maltempo sull’Abruzzo che le associazioni di categoria iniziano già a contare i danni. Tra queste la  Sib/Confcommercio Abruzzo che rappresenta i balneatori, che  nel denunciare i gravi problemi registrati dalle strutture turistiche chiede alla Regione l’immediata dichiarazione dello stato d’emergenza.

“Non ne possiamo più dei tempi della politica che da anni ci impediscono di proteggere le nostre strutture nei casi sempre più frequenti di violente mareggiate, come quelle verificatesi in queste ore, che stanno mettendo a rischio anche strade e civili abitazioni – tuona il presidente regionale del Sib Riccardo Padovano –  Come ogni anno, puntualmente, in questo periodo ci ritroviamo a parlare delle stesse cose, malgrado i nostri ripetuti appelli alle Istituzioni e malgrado la volontà dei titolari degli stabilimenti balneari di collaborare alla protezione delle strutture mediante barriere radenti o cumuli di sabbia”.

L’associazione evidenzia come la situazione sia drammatica ovunque,  con i danni più ingenti agli stabilimenti balneari registrati però a Francavilla al Mare, come documentato dalle immagini,  dove la Fib chiede di intervenire con somma urgenza per “situare una radente a venti metri dalle strutture a protezione delle stesse, quantomeno per salvare il salvabile”.

Tra le priorità, per il presidente regionale del Sib, la dichiarazione dello stato d’emergenza:

“La Regione Abruzzo deve dichiarare lo stato di emergenza e in tal modo superare tutte le pastoie burocratiche che impediscono di intervenire con immediatezza, ricorrendo alla procedura di pronto intervento. Al riguardo chiediamo anche al Presidente D’Alfonso di autorizzare i Comuni ad attingere a quelle risorse già stanziate in bilancio per la difesa della costa. Ricordo che lo scorso anno, di fronte al precipitare degli eventi, come operatori intervenimmo da soli, installando personalmente delle protezioni a difesa degli stabilimenti, prendendoci tuttavia anche delle denunce penali. Ecco perché siamo stufi e arrabbiati, e questa volta la politica ci deve dare risposte immediate e puntuali per evitare che l’esasperazione superi il limite”.

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