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Addio a Pio Rapagnà, il deputato del popolo. Le parole di D’Alfonso e Acerbo

Addio a Pio Rapagnà, il deputato del popolo. Le parole di D’Alfonso e Acerbo


GIULIANOVA, 14 luglio – Addio al protagonista di mille battaglie, al deputato del popolo, all’uomo che per anni si è schierato al fianco dei più deboli, non solo a parole ma con l’azione quotidiana. Si è spento la notte scorsa, nell’ospedale di Giulianova, Pio Rapagnà. Avrebbe compiuto 73 anni il 24 settembre prossimo. Da tempo aveva intrapreso la lotta più difficile contro un brutto male: un tumore all’addome. Gli abruzzesi lo ricordano per la sua inseparabile sciarpa rossa, che indossava in ogni occasione, tanto in parlamento quanto nelle mille manifestazioni organizzate nelle piazze.

Nato a Roseto degli Abruzzi, ha vissuto la sua lunga appartenenza all’universo della sinistra teramana con approccio laico e indipendente. Leader di movimenti civici come il ‘Comitato inquilini d’Abruzzo’, ‘Mia Casa’ e ‘Città per vivere’, è transitato per varie forze politiche, da Democrazia Proletaria al Partito Radicale, senza mai lasciarsi ingabbiare dalle logiche partitocratiche.

Nel 1992 fu eletto alla Camera proprio nelle file del Partito Radicale, al fianco di Marco Pannella e affrontò con grande impegno il suo incarico, presentando 30 proposte di legge e intervenendo 70 volte in aula, nei soli due anni in cui sedette alla Camera, prima dell’interruzione anticipata della legislatura.

Sempre in prima linea, con manifestazioni, petizioni e scioperi della fame, nelle battaglie per il diritto alla casa o in difesa dell’ambiente, fu tra i primi ad intraprendere una mobilitazione per la riduzione dei costi della politica in Abruzzo.

Rapagnà lascia la moglie Giovanna e la figlia Annalisa. Nel pomeriggio la salma sarà trasferita al Palazzo del mare di Roseto degli Abruzzi, dove sarà allestita la camera ardente. I funerali si svolgeranno lunedì, alle 11, nella chiesa del Sacro Cuore a Roseto.

Il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha tenuto a ricordarlo a margine di una conferenza stampa:

“A Pio Rapagnà dico grazie e gli stringo la mano. E’ stato un esempio vivente di come le questioni di tutti possono diventare proprie, tutto il tempo lo ha dedicato per una grande e permanente battaglia civile, con e senza ruoli istituzionali. Io non sono mai stato prossimo alla sua collocazione culturale e politica, ma ho sempre condiviso la modalità del suo fare battaglia. E’ stato una figura della politica a tutto tondo, una figura della bella politica”.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, si rivolge direttamente a Rapagnà, con il quale ha condiviso numerose battaglie:

“Caro Pio, sei stato un cavaliere indomito contro la corruzione e l’ingiustizia, per l’aria e la politica pulita, per i diritti delle persone a partire da quelle più povere e deboli. Un fuoriclasse di agitatore che senza una grande organizzazione alle spalle con una fantasia infinita ha trovato i modi per far vivere le lotte e far balzare fuori le ingiustizie. Eri un artista della solidarietà attiva e della contestazione. Ma anche un militante e un sindacalista che viveva a contatto con i problemi quotidiani delle persone e che con competenza studiava e proponeva. Sei stato un grande compagno, una persona perbene e un esempio di attivista e cittadino. Ci mancherà la tua sciarpa rossa. L’Abruzzo ha perso uno dei sui cittadini migliori e un politico che la comunità regionale non ha saputo valorizzare preferendo troppo spesso la clientela e la mediocrità. Ti ho conosciuto che ero un ragazzino. Grazie per la tua amicizia, per tutte le volte che mi hai coinvolto in battaglie sacrosante, per le parole di incoraggiamento che ho sempre considerato medaglie. Un abbraccio alla tua famiglia, a Giovanna e Annalisa che sono state il tuo meraviglioso collettivo di lotta”.

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