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Arrestato agente del carcere di Pescara: droga, alcol e telefoni ai detenuti in cambio di soldi

Arrestato agente del carcere di Pescara: droga, alcol e telefoni ai detenuti in cambio di soldi


PESCARA, 8 giugno – Arrestato P.C, assistente capo della polizia penitenziaria, pescarese di 51 anni, accusato di avere fornito ai detenuti del carcere di San Donato, nella città adriatica, alcol, droga e telefoni in cambio di danaro.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paolo Pompa, hanno consentito di fare luce sulle condotte illecite dell’agente di polizia penitenziaria che, contravvenendo ai suoi doveri di pubblico ufficiale, in più occasioni avrebbe ricevuto denaro e altre utilità in cambio di favori ai detenuti, ai quali non solo consentiva di colloquiare, tramite il proprio telefono personale, con i familiari, ma arrivava anche a consegnare telefonini cellulari, di ridottissime dimensioni e facili da nascondere all’interno delle celle.

L’attività investigativa è stata svolta in piena collaborazione con il Corpo di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Pescara, che tempo addietro aveva segnalato all’Autorità Giudiziaria il ritrovamento, a seguito di controlli svolti all’interno delle camere, di due telefoni cellulari, uno dei quali rinvenuto addosso a un detenuto e l’altro occultato  all’interno di un dizionario.

I successivi approfondimenti, affidati alla Squadra Mobile, hanno consentito di risalire a P.C, accertandone le responsabilità in riferimento alle illecite cessioni ai detenuti, non solo di telefoni cellulari, ma anche di alcool e sostanze stupefacenti.

L’agente era stato arrestato, per detenzione ai fini di spaccio, dagli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile lo scorso 20 aprile, insieme ad un 22enne albanese giunto da Roma a Pescara per un colloquio in carcere con un connazionale. In quell’occasione lo straniero aveva consegnato a P.C. cocaina ed hashish ed un micro telefono cellulare da far arrivare all’amico detenuto, oltre a 50 euro che costituivano il prezzo della corruzione.

L’immediata perquisizione dell’armadietto di servizio in uso a P.C. all’interno del carcere aveva consentito ai poliziotti di rinvenire più di 40 grammi di marijuana, 8 grammi di cocaina suddivisa in 12 involucri e un altro mini telefono cellulare. Tutti oggetti che, secondo gli inquirenti, erano destinati ad essere ceduti a persone detenute nel carcere. L’agente si trova ora agli arresti domiciliari.

 

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