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Coniugi morti nel fiume Orta, udienza rinviata. Parco e Comune citati come responsabili civili

Coniugi morti nel fiume Orta, udienza rinviata. Parco e Comune citati come responsabili civili


PESCARA, 24 gennaio – Slitta di qualche mese l’inizio del procedimento, davanti al gup del tribunale di Pescara,  a carico del sindaco di Caramanico, Simone Angelucci, e del direttore del Parco Nazionale della Maiella, Oremo Di Nino, accusati di omicidio colposo, in relazione  alla morte di Giuseppe Pirocchi e Silvia D’Ercole, i coniugi di Scerni deceduti il primo maggio del 2017, entrambi all’età di 32 anni, dopo essere scivolati nel fiume Orta, nei pressi delle Marmitte dei Giganti, nel comune di Caramanico. L’udienza è stata rinviata al prossimo 23 maggio per difetto di notifica.

In quell’occasione i familiari delle vittime si costituiranno parte civile tramite i legali Giuliano Milia, Arnaldo Tascione e Francesco Tascione, i quali hanno fatto sapere che citeranno come responsabili civili l’Ente Parco Maiella e il Comune di Caramanico.

L’indagine della Procura di Pescara ha escluso l’ipotesi della fatalità o dell’imprudenza da parte delle vittime, mentre ha fatto emergere le presunte responsabilità omissive legate alla mancata segnalazione dei pericoli.

In particolare gli inquirenti hanno messo in luce come il camminamento, nel punto nel quale marito e moglie, durante una gita in famiglia, scivolarono nel fiume, fosse privo di cartelli di segnalazione o di transenne. Davanti ai figli di 8 e 5 anni, e ad altri familiari, fu prima la donna a scivolare improvvisamente nel fiume. Il marito, nel disperato tentativo di salvarla, seguì la stessa tragica sorte.

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