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D’Alfonso si dimette e lascia ufficialmente la guida della Regione: l’Abruzzo torna al voto

D’Alfonso si dimette e lascia ufficialmente la guida della Regione: l’Abruzzo torna al voto


PESCARA, 9 agosto – Luciano D’Alfonso lascia ufficialmente la guida della Regione Abruzzo: oggi protocollerà le sue dimissioni. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui l’ormai ex governatore ha ripercorso i suoi 50 mesi alla presidenza della Giunta regionale. Giunta che ha deliberato il  ‘passaggio di consegne’ al vicepresidente Giovani Lolli. “Oltre a realizzare il passaggio di consegne, oggi firmo e domani recapiterò l’atto che determina il riscontro alla nota del Senato, che mi ha scritto per farmi optare”, dice. Resta l’incognita sul quando gli abruzzesi torneranno al voto: “io credo tra dicembre e gennaio prossimi”, afferma D’Alfonso.

“Il presidente della Giunta facente funzioni, il presidente del Consiglio regionale e il presidente della Corte d’Appello – sottolinea – sono le tre figure che determinano la scelta della data del voto. Presumo, facendo il conteggio e una composizione di lettura, che si comincia a potere votare a dicembre. Se non è dicembre, sarà gennaio. Tutto questo sta adesso in un dialogo compositivo tra presidente della Giunta, presidente del Consiglio e presidente della Corte d’Appello”.

“Ora mi occuperò a tempo pieno della attività di parlamentare e continuerò a guardare sempre all’Abruzzo”, afferma con soddisfazione D’Alfonso, che nel corso dell’incontro ripercorre i risultati raggiunti: dall’istituzione delle Zone economiche speciali (Zes) ai 377 interventi del Masterplan spalmati sul territorio (1,5 miliardi di euro), passando per la riforma delle società partecipate (la costituzione della società unica dei trasporti) alla manutenzione della viabilità provinciale (56 milioni di euro destinati alle quattro amministrazioni provinciali), la lotta al dissesto idrogeologico, il rilancio dei porti regionali, Ombrina Mare, il nuovo piano integrato dei rifiuti e le reti TnT che hanno connesso l’Abruzzo ai nuovi percorsi europei.

“Abbiamo fatto tanto per il rilancio del territorio regionale – dice – Abbiamo ottenuto la norma ‘salva-Abruzzo’ con la quale abbiamo rinegoziato e allungato il debito pregresso e programmato gli interventi per il rilancio del distretto dell’automotive, sono interventi richiesti da Sergio Marchionne, come il potenziamento elettrico dell’area, la banda larga e ultra-larga per il sito industriale e l’appalto dei lavori della Fondovalle Sangro, attesi da oltre 40 anni. Insomma non ci siamo tirati indietro difronte alle istanze del territorio”.

Poi un riferimento ai progetti non realizzati:

“Sono dispiaciuto – sottolinea – per non essere riuscito a realizzare la sede unica a Pescara della regione, a ridurre le liste d’attesa nella sanità e, non per ultimo, per non aver approvato una legge che aiutasse le giovani coppie nelle procedure di adozione di un figlio”.

 

Per quanto riguarda il prossimo appuntamento elettorale, D’Alfonso si definisce “sostenitore, falegname del centrosinistra. Sono convinto – dice – che chi prende il 30 per cento, cioè 200mila voti, vince le elezioni. Nel mio caso fu diverso perché la competizione reale fu a tre, questa volta secondo me può essere a quattro. Io lavorerò per facilitare la maggior parte possibile di convergenza a supporto del centrosinistra, del mondo delle professioni, del mondo dell’impegno privato e del volontariato, andando oltre la consistenza dei partiti e facendo in modo che i partiti vengano aiutati a tornare ad essere infrastrutture della società”.

Sulle voci secondo cui il possibile candidato sarebbe il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, l’ex governatore afferma:

“Tengo a precisare che Legnini è una risorsa della Repubblica per incarichi rilevantissimi. Io conosco la stima che riscuote Legnini a livello nazionale, per incarichi rilevantissimi viene sempre preso in considerazione”.

D’Alfonso sottolinea che, “come dice lo statuto del partito principale di una coalizione possibile di centro-sinistra”, il nome del candidato verrà scelto con le primarie, oppure con un gruppo di “saggi di una comunità politica che, prescindendo dalle primarie, per oggettività di merito affidano questo ruolo al migliore che ci può essere in Abruzzo, ma non solo dal punto di vista territoriale regionale: io penso che non sarà difficile trovare una persona con queste caratteristiche”.

“Penso ad un Eta Beta che abbia capacità di fare coalizione, autorevole, che non abbia nemici, un Eta Beta che abbia la capacità di una cultura di governo, che conosca il valore, la densità e la delicatezza della decisione pubblica, una persona con una storia riconoscibile, che abbia il linguaggio della politica, linguaggio dell’amministrazione e il linguaggio delle istituzioni”, conclude.

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