Chieti
Stai leggendo
Evasione fiscale da 2 milioni di euro a Chieti Scalo e San Giovanni Teatino: denunciate due persone

Evasione fiscale da 2 milioni di euro a Chieti Scalo e San Giovanni Teatino: denunciate due persone

CHIETI, 15 ottobre – Un presunto caso di evasione fiscale da oltre 2 milioni è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Chieti, che ha denunciato due persone e inviato la relativa segnalazione all’Inps. Al centro della vicenda  una cooperativa di lavoro proprietaria di un centro estetico a San Giovanni Teatino e di un salone per parrucchieri a Chieti Scalo.

I due denunciati, un uomo e una donna, legali rappresentanti di altrettante società coinvolte, sono stati denunciati a piede libero per indebita percezione di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio e riciclaggio e sono stati destinatari di sequestri, anche per equivalente, di 25 mila euro e di quota parte di un immobile del valore di circa 67 mila euro. Al rappresentante legale della cooperativa sono stati applicati l’obbligo di dimora e l’interdizione per 12 mesi dall’esercizio di attività imprenditoriali. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, si è svolta soprattutto nel periodo di emergenza sanitaria da Covid 19 ed è durata oltre un anno.

La cooperativa nell’ultimo triennio avrebbe impiegato 52 lavoratori, dei quali 24 in nero e 28 irregolari, con le qualifiche di parrucchieri, estetista e addetti alla reception, non versando i contributi erariali, previdenziali ed assicurativi. Tra i lavoratori impiegati due percepivano l’indennità di disoccupazione e sono stati segnalati all’Inps per il recupero delle somme indebitamente percepite. A carico della cooperativa sono state contestate violazioni per circa 180.000 euro in materia di lavoro e legislazione sociale riguardanti la mancata fruizione di riposi settimanali, il rispetto dei limiti orari settimanali previsti dal contratto collettivo di lavoro ed il pagamento dei salari senza il rispetto della tracciabilità nonché l’applicazione della maxi sanzione per l’impiego di lavoratori senza la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro.

Inoltre l’indagine ha permesso di accertare che la cooperativa aveva chiesto indebitamente alla Regione Abruzzo contributi pubblici destinati a promuovere l’occupazione per circa 200.000 euro, dei quali la metà già erogati, mentre la restante parte è stata bloccata in extremis grazie all’intervento degli investigatori: la cooperativa aveva presentato all’Ente un documento di regolarità contributiva che non rispecchiava la realtà aziendale in relazione alla posizione debitoria contributiva che era maturata con l’impiego occulto ed irregolare di manodopera. Le somme percepite indebitamente sono state reimpiegate in un’attività immobiliare svolta da una società di famiglia ed utilizzate per l’acquisto all’asta di una villa, avvenuto mediante la stipula di atti volti a dissimulare la reale provenienza del denaro e ad impedire di risalire all’origine illecita delle somme.

 

Mi sento...
Felice
0%
Orgoglioso
0%
Euforico
0%
Ok
0%
Triste
0%
Arrabbiato
0%