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Falsi pacchi bomba a Pescara: c’è una sospettata. Perquisiti il suo studio e la sua abitazione

Falsi pacchi bomba a Pescara: c’è una sospettata. Perquisiti il suo studio e la sua abitazione

PESCARA, 9 settembre – Perquisite l’abitazione e lo studio di una donna sulla quale si concentrano i sospetti degli inquirenti che indagano sul caso dei falsi pacchi bombi rinvenuti questa mattina in vari punti di Pescara, accompagnati da messaggi contro il sostituto procuratore Rosangela Di Stefano.

Proprio uno dei casi giudiziari seguiti dal pm Di Stefano potrebbe essere alla base – secondo le prime ipotesi degli investigatori – dell’allarme bomba di questa mattina. Un caso giudiziario – quello sotto esame – che proprio nella giornata di oggi sarebbe potuto andare a sentenza. L’udienza invece si è regolarmente tenuta, nonostante l’assenza della principale imputata, ma la discussione è stata rinviata. In aula e all’esterno ingente schieramento di forze dell’ordine, a scopo precauzionale e cani molecolari in azione in cerca dell’eventuale presenza di esplosivo.

Diversi elementi inducono gli inquirenti a ritenere che la principale imputata nel processo in questione sia collegata con l’allarme bomba. Le forze dell’ordine, nel corso delle perquisizioni, hanno sequestrato un personal computer e sono alla ricerca di elementi utili alle indagini. Sono al vaglio anche le immagini carpite dalle telecamere di sorveglianza e alcune testimonianze di cittadini che potrebbero avere visto qualcosa. Nelle prossime ore potrebbero esserci novità.

 

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