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Furti di auto in Abruzzo e nelle Marche: sette arresti a Cerignola

Furti di auto in Abruzzo e nelle Marche: sette arresti a Cerignola

TERAMO, 13 gennaio – Rubavano auto di valore in Abruzzo e nelle Marche per poi portarle a Cerignola, dove le vetture venivano “cannibalizzate” per essere rivendute a pezzi.  Un’attività redditizia che non è sfuggita alle indagini dei carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale di Teramo, coordinati dalla locale Procura, e ai colleghi della  compagnia di Cerignola che ieri mattina, al termine di una lunga attività, hanno arrestato sette persone residenti nel comune pugliese. 

Gli arrestati, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Teramo, sono stati posti ai domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico e sono accusati di associazione a delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione di autovetture. Ai sette, in particolare, viene contestato di aver rubato almeno 49 autovetture tra Abruzzo, Marche e Puglia per un valore commerciale di circa 600mila euro.

Le indagini erano scattate nel 2018 a fronte dell’alto numero di furti di autoveicoli registrati in provincia di Teramo, che avevano destato un forte allarme sociale e che avevano portato i  militari ad effettuare numerosi e accurati sopralluoghi nei posti dove erano stati messi a segno ai colpi. Sopralluoghi che, grazie all’acquisizione delle immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati, hanno permesso ai carabinieri di risalire a due giovani originari di Cerignola e senza alcun legame con il teramano. Da qui l’avvio dei primi riscontri che hanno evidenziato l’appartenenza dei due ad un gruppo più ampio e specializzato nei furti d’auto con la tecnica della “centralina”. I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito ai militari di accertare come la banda fosse attiva da anni in Abruzzo e nelle Marche e come le auto, dopo essere state rubate,  venissero portate a Cerignola per essere “cannibalizzate” e vendute a pezzi.

A guidare il sodalizio criminale, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, un pregiudicato di Cerignola che reclutava e fidelizzava i gregari, ne pagava il compenso e successivamente provvedeva alla consegna del mezzo, o dei suoi pezzi, ai diversi ricettatori della zona.  Il gruppo, sempre secondo i militari, non avrebbe mai avuto alcun contatto con basisti del territorio e i furti sarebbero stati facilitati dalla perfetta conoscenza del territorio da parte degli arrestati e dalla possibilità di muoversi velocemente lungo la dorsale adriatica con i  mezzi rubati, sia attraverso l’autostrada che attraverso la statale 16.

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