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Hotel Rigopiano, inferno di ghiaccio in un posto da sogno. Si temono 35 morti /FOTO-VIDEO

Hotel Rigopiano, inferno di ghiaccio in un posto da sogno. Si temono 35 morti /FOTO-VIDEO


FARINDOLA, 19 gennaio – Un posto da sogno si trasforma in una trappola di ghiaccio. Avevano deciso di ripartire i clienti e il personale dell’hotel Rigopiano, letteralmente spazzato via da una valanga definita “immensa”. Erano spaventati per le scosse di terremoto e attendevano l’arrivo di uno spazzaneve che consentisse loro di andar via. Poi la tragedia, ieri pomeriggio. “Ho visto la montagna cadere”, racconta uno dei due superstiti, che ha lanciato l’allarme. Difficilissime le operazioni per raggiungere la zona, dove la neve è alta anche a quattro metri. Un’odissea durata dieci ore per due squadre arrivate con gli sci e 20 ore per la colonna mobile dei soccorsi. Una volta sul posto, solo neve e macerie. Si teme che ci siano 35 morti: tante erano le persone presenti nella struttura. Estratti i primi corpi: due già arrivati in obitorio, altri due individuati e in corso di recupero.

I SOCCORRITORI ARRIVANO SUL POSTO: “CI SONO TANTI MORTI”

Quanto fosse drammatica la situazione lo si è capito appena due squadre, una del Soccorso Alpino e una della Guardia di Finanza, hanno raggiunto la zona. “Ci sono tanti morti”, hanno detto i soccorritori. “Chiamiamo ad alta voce ma nessuno risponde”.

35 PERSONE NELL’HOTEL, 4 LE VITTIME

Sarebbero 35 le persone presenti all’interno dell’hotel al momento della valanga. Due i morti accertati e confermati dalla Protezione Civile, ma le vittime individuate, nel complesso, sarebbero già quattro.

L’ELENCO DEI DISPERSI

Mentre i soccorritori continuano a scavare tra neve e macerie, va via via definendosi l’elenco dei dispersi. Ci sarebbero Domenico Di Michelangelo, 41enne di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo, sua moglie Marina Serraiocco, 37, di Popoli, e il loro bambino; Jessica Tinari, 24enne di Lanciano, con il fidanzato Marco Tanda, 25 anni, di Macerata; Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni, di Castel Frentano, entrambi parrucchieri; il 27enne Stefano Feniello, di origini salernitane e residente a Silvi Marina, che nell’hotel aveva festeggiato il compleanno assieme alla fidanzata, Francesca Bronzi, 25 anni, di Pescara; la moglie e i figli di 6 e 8 anni di Giampiero Parete, uno dei due superstiti; la coppia composta da Marco Vagnarelli e la compagna Paola Tomassini, di Castignano (Ascoli Piceno); un uomo di Cosenza di cui non sono trapelate le generalità. Tra i dipendenti il 33enne ternano Alessandro Riccetti, la cuoca Ilaria Di Biase, 22enne di Archi, Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco, Cecilia Martella, 25 anni, di Atri; disperso anche il titolare Roberto Del Rosso.

CURCIO, SI SCAVA TUTTA LA NOTTE

Si lavorerà anche di notte. Il capo della Protezione civile, Francesco Curcio è il primo a non abbandonare le speranze. E vuole fare in fretta per coltivarle il più possibile.

UN SUPERSTITE: “IO SALVO PER CASO, MA I MIEI FIGLI SONO LI SOTTO”

“Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall’albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l’hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all’edificio. Ha travolto anche me, ma parzialmente. Ho visto gran parte dell’albergo ricoperto dalla neve”. Questa la testimonianza di Giampiero Parete, superstite della tragedia, affidata al datore di lavoro Quintino Marcella, il primo a ricevere la richiesta di aiuto. Giampiero è il figlio del proprietario della pasticceria ‘Gino’ di Pescara.

LE RICHIESTE DI AIUTO: “E’ CROLLATO L’ALBERGO”

“Ieri sera ho ricevuto la chiamata di Giampiero alle 17.40. Mi chiedeva aiuto disperatamente. Diceva ‘è caduto, è caduto l’albergo’. Mi sono attivato subito, ho chiamato i soccorsi. Sono stato in contatto con lui più di una volta, fino alle 23. Poi mi ha richiamato stamattina dicendo che l’avrebbero portato in elicottero a Pescara”. Lo racconta sempre Quintino Marcella.

I PRIMI CADAVERI ALL’OBITORIO DI PESCARA

Sono due i corpi delle vittime della valanga recuperati dai soccorritori e trasferiti all’ospedale di Pescara. Si tratta di due uomini, entrambi giovani. Già eseguita l’ispezione cadaverica da parte del medico legale.

IL MEDICO: “NESSUN SOPRAVVISSUTO”. IL SINDACO: “LE SPERANZE SI RIDUCONO”

Al momento non risultano notizie di persone sopravvissute. Stiamo sperando. Si continua a scavare e siamo ancora tutti attivi”, dice il primario del Pronto soccorso di Pescara, Alberto Albani. “Le speranze di trovare persone in vita si riducono di ora in ora”, gli fa eco il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta.

LA PROCURA INDAGA PER OMICIDIO COLPOSO

Aperta un’indagine da parte della Procura di Pescara. L’ipotesi al vaglio del pm di turno, Andrea Papalia, per il momento è omicidio colposo.

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