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Inchiesta sui viadotti, sequestrati oltre 26 milioni di euro ai vertici di Strada dei Parchi

Inchiesta sui viadotti, sequestrati oltre 26 milioni di euro ai vertici di Strada dei Parchi

TERAMO, 23 novembre –  A conclusione di complesse indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura di Teramo, il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo tra disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, per un ammontare complessivo di euro 26.714.224,94, nei confronti di sei indagati, che nel tempo hanno assunto tutti cariche apicali all’interno di “Strada dei Parchi S.p.a.” e di altre due società collegate. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal gip del tribunale di Teramo su richiesta dei pm Laura Colica e Silvia Scamurra, nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura sui viadotti dell’A/24.

Secondo la nota diffusa dalle Fiamme Gialle i sopralluoghi e i rilievi fotografici effettuati dal nucleo di polizia economico finanziaria, al quale sono state delegate le indagini,  e relative alle pile del viadotto Casale San Nicola del Comune di Isola del Gran Sasso, avrebbero evidenziato uno stato di grave degrado (ossidazione dei ferri dovuta anche a cedimento strutturale dei copriferri). Le indagini, sono state quindi estese anche ad altri viadotti della stessa tratta autostradale (Cretara, S. Nicola 1 e 2, Le Grotte, Cerchiara), sempre insistenti nei Comuni di Isola del Gran Sasso e Colledara.

“Le ispezioni svolte, anche con l’ausilio di appositi consulenti tecnici nominati dai pm titolari delle indagini – si legge nella nota della Guardia di Finanza – hanno permesso un approfondimento tecnico delle infrastrutture, rilevando criticità su alcune delle pile e degli impalcati costituenti le opere d’arte oggetto di indagine, ovvero: “ammaloramento” evidente dello strato di calcestruzzo posto a protezione dei ferri d’armatura (cosiddetto strato copriferro); danneggiamento delle canaline di raccolta e dei discendenti che convogliano le acque di dilavamento provenienti dalla sede autostradale; grave stato di ossidazione dei ferri delle armature esposti agli agenti atmosferici a causa della mancanza dello strato copriferro”.

Nel corso delle indagini sono state effettuate anche numerose acquisizioni documentali presso i competenti uffici del ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Roma, della sede della società concessionaria Strada dei Parchi Spa, e della magistratura amministrativa (Tar Lazio e Consiglio di Stato).

“Le molteplici audizioni di dirigenti e funzionari del citato ministero e dei responsabili della società oltre che le preziose consulenze tecniche eseguite dal professor Berardino Chiaia del Politecnico di Torino”,  si legge ancora nella nota, hanno condotto a contestare agli indagati “plurimi gravi fatti di reato di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e di attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo. La grave situazione accertata a partire da settembre 2018 ad oggi delle opere d’arte dei sette viadotti teramani è stata evidentemente causata dalla totale inadempienza – dal 2009 ad oggi – da parte della concessionaria autostradale degli obblighi di manutenzione ordinaria sulle opere d’arte discendenti dall’atto concessorio”.

Secondo la guardia di finanze le uniche opere di manutenzione ordinaria svolte dalla concessionaria Strada dei Parchi spa avrebbero riguardato negli anni la pavimentazione, il verde, le segnaletiche e non le parti strutturali dei viadotti (cassoni, pile e appoggi e ritegni antisismici). Interventi di manutenzione ordinaria che sarebbero stati effettuati a partire dal 2018 con contributi statali, erogati in base ai provvedimenti successivi ai fatti di Genova.

“Grave poi è risultata anche l’inottemperanza agli obblighi di manutenzione straordinaria che gravavano sulla concessionaria dal 2009 relativamente al viadotto Temperino, da eseguirsi entro il 2013 ma anch’essi omessi fino al 2018/2019, quando sono stati eseguiti con contributi dello Stato – prosegue la nota – Ciò ha comportato la contestazione alla concessionaria delle gravi inadempienze agli obblighi derivanti dall’incarico pubblico di gestione dell’autostrada A24 nel tratto teramano e la contestazione dell’attentato colposo ai pubblici trasporti, poiché le prolungate omissioni dal 2009 al 2018 (e in parte ancora fino all’attualità) non hanno assicurato la funzionalità e l’esercizio in sicurezza della tratta autostradale e hanno messo in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti”.

Nel corso delle indagini le Fiamme Gialle teramane hanno esaminato anche lo stato del consistente contenzioso amministrativo in materia di obblighi gravanti sulla Strada dei Parchi spa derivanti dalle convenzioni di affidamenti infragruppo, ascoltato in atti dirigenti e funzionari del ministero e i responsabili della società e accertato,  a carico dei vertici della concessionaria, anche presunte plurime condotte di abuso d’ufficio. Per la Guardia di Finanza, infatti, “abusando della loro qualità di “incaricato di pubblico servizio”  pur avendo da concessione e da legge la facoltà di affidare i lavori connessi all’autostrada ad imprese collegate nella misura massima del 60% del valore della concessione, hanno superato detta percentuale già dal 2015 e – nonostante le varie diffide del ministero – hanno continuato ad affidare i lavori infragruppo alla Toto spa Costruzioni Generali anche violando costantemente i dettami del codice degli appalti”.

Questa mattina, in tribunale, si è svolta l’udienza camerale per l’esame delle istanze di riesame presentate dagli indagati.

LA NOTA DELLA HOLDING TOTO

“Abbiamo la consapevolezza di aver sempre rispettato le prescrizioni, le regole, la tutela della sicurezza dei nostri utenti. Abbiamo la coscienza tranquilla in attesa della decisione del tribunale del riesame di Teramo che, riunitosi oggi, non si è ancora pronunciato, e nella cui serenità e serietà di giudizio confidiamo pienamente”. E’ quanto scrive in una nota la Holding Toto in merito al sequestro di 27 milioni di euro per la vicenda dei piloni della A24/A25.

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