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Lanciano, appalto servizio lavanderia: assolti l’imprenditore Colasante e i suoi dipendenti

Lanciano, appalto servizio lavanderia: assolti l’imprenditore Colasante e i suoi dipendenti


LANCIANO, 12 novembre – Ad oltre un anno dall’arresto del noto imprenditore abruzzese Antonio Colasante il Tribunale di Lanciano ha fatto cadere tutte le accuse a suo carico. L’udienza preliminare che vedeva davanti al gup Marina Valente si è infatti conclusa con il proscioglimento dell’imprenditore da ogni accusa con la formula “perché il fatto non sussiste”. Insieme a Colasante, che era assistito dagli avvocati Franco Coppi, Giuliano Milia ed Elio Di Filippo, sono stati prosciolti anche i 4 amministratori delle società del Gruppo finiti sotto accusa: Sonia Pace, 53 anni, di Lanciano, amministratore unico della Hospital Service; Costantin Gogonea, 42 anni, di Lanciano, amministratore di Publiclean; Camillo Desiderioscioli, 49 anni, di Guardiagrele, legale rappresentante della Omnia Servitia, ed Enio Colasante, 61 anni, di Guardiagrele, amministratore della Zaffiro srl e fratello di Colasante.  Tutti erano accusati di riciclaggio. Il gup ha inoltre disposto il dissequestro della villa di Colasante a Porto Cervo, del valore di circa 6 milioni di euro.

“Siamo soddisfatti per quanto deciso dal giudice – ha commentato al termine dell’udienza preliminare Colasante – Abbiamo dimostrato la verità dei fatti”.

Nella stessa udienza il gup ha invece rinviato a giudizio per  abuso d’ufficio il manager della Asl Chieti Lanciano Vasto Pasquale Flacco, la dirigente Asl Tiziana Spadaccini, Stefano Maria Spadano, direttore affari generali e legali e Rita Pantaleone, 55 anni, di Lanciano, funzionario economale, per i quali il processo inizierà il  prossimo 5 marzo.  Il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati.

Sul tavolo, secondo l’accusa, un’illegale transazione del servizio di lavaggio lenzuola e divise del personale, dal 2009-2015, con liquidazione maggiorata, non dovuta, di 2 milioni e 130 mila euro, su un totale di 4,5 milioni di euro. Soldi con cui Colasante, a capo della società Publiclean srl, avrebbe comprato, secondo le accuse oggi caduta in aula, una villa a Porto Cervo, in Sardegna, del valore di 8 milioni e 750 mila euro.

 

 

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