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L’Aquila, furti nelle case ricostruite dopo il terremoto: cinque arresti

L’Aquila, furti nelle case ricostruite dopo il terremoto: cinque arresti


L’AQUILA, 24 gennaio – Cinque persone arrestate dai carabinieri della Compagnia di L’Aquila, unitamente ai colleghi delle Compagnie di Pescara, Ostia e Abbiategrasso: sono ritenute a vario titolo responsabili di numerosi furti di materiali ai danni di abitazioni ristrutturate a seguito del sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e il suo comprensorio. Gli indagati sono accusati anche di ricettazione.

Furti a raffica, ben 12 quelli emersi dalle indagini, in particolare di caldaie nuove di zecca, in abitazioni appena ricostruite e non ancora abitate nel centro storico dell’Aquila, altri sei a danno di esercizi commerciali, tra cui Acqua e Sapone sulla ss 80 o nel supermercato Maxi Futura nella frazione di Sassa Scalo. Ed ancora: tre furti di autovetture e di costose attrezzature all’interno dei cantieri per la ricostruzione post-sisma, un tentativo di furto perpetrato ai danni della Coop di Scoppito, avvenuto il 30 dicembre 2017.

Per questi reati i carabinieri della Compagnia di L’Aquila, coadiuvati dai Carabinieri delle Compagnie di Pescara, Ostia e Abbiategrasso , hanno arrestato cinque cittadini di nazionalità romena. Un sesto uomo è ricercato. I sei vivevano a L’Aquila all’epoca dei fatti, tra dicembre 2017 e i primi mesi del 2018. La banda ha messo a segno veri e propri raid seminando preoccupazione e danni nel territorio colpito del sisma del 6 aprile 2009. Due indagati sono rinchiusi nel carcere ‘Le Costarelle’ di L’Aquila, gli altri sono ai domiciliari.

Ad illustrare oggi in una conferenza stampa l’operazione denominata “Reconstruction”, scattata all’alba e alla quale si è giunti dopo una lunga attività di indagine, il comandante di compagnia di L’Aquila, Luigi Balestra, e dal tenente Maximiliano Papale, che ha condotto le indagini. “La banda era molto abile e organizzata, riusciva in pochi minuti a smontare le caldaie e portarle via, caricate in un furgone. Nel corso dell’indagine – hanno spiegato i due ufficiali dell’Arma -, abbiamo messo in campo azioni di prevenzione per evitare nuovi furti da parte del sodalizio. Per contrastare i reati predatori, che destano particolare allarme sociale, fondamentale resta la collaborazione della cittadinanza”.

Nel corso dell’attività è stato possibile accertare il particolare modus operandi utilizzato dai malfattori. I ladri operavano nottetempo – è stato precisato -. I furti erano tutti preceduti da un’accurata attività sopraluogo finalizzata all’individuazione delle abitazioni da derubare, tutte accomunate da un minimo comun denominatore: abitazioni ristrutturate in seguito al sisma del 2009 e non ancora abitate dai legittimi proprietari.

La scelta permetteva loro di agire indisturbati all’interno delle abitazioni, senza correre il rischio di essere sorpresi dal rientro dei proprietari. Una volta all’interno, i malviventi asportavano principalmente le caldaie, tutte appena installate e non ancora utilizzate. La banda piazzava con facilità le caldaie ottenendo con ottimi corrispettivi in denaro: infatti, sempre stando alle indagini, le caldaie venivano rivendute, nel territorio laziale, al prezzo di mille euro. Nel corso dei raid, i ladri hanno asportato anche numerosi punti luce, impianti elettrici e impianti di domotica. Le indagini sono scattate dopo il tentativo di furto perpetrato ai danni della Coop di Scoppito, avvenuto il 30 dicembre 2017, quando i carabinieri hanno messo in fuga i ladri.

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