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Maestro di musica arrestato per pedopornografia, sul pc foto degli allievi e di Yara Gambirasio /VIDEO

Maestro di musica arrestato per pedopornografia, sul pc foto degli allievi e di Yara Gambirasio /VIDEO


PESCARA, 28 giugno – Su computer e hard disk aveva nascosto circa 5.600 video e 130mila immagini pornografiche, tra cui 1.075 pedopornografiche, ritraenti minori, anche in tenera età, in attività sessuali con adulti. C’erano anche delle foto ‘innocenti’ dei suoi allievi e perfino delle immagini, scaricate dal web, di Yara Gambirasio, la 13enne rapita ed uccisa nel 2010 in provincia di Bergamo. Un profilo “estremamente allarmante” quello del 49enne arrestato stamani dagli agenti del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara perché trovato in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico. Finito ai domiciliari, l’uomo, residente in un centro del litorale chietino, oltre a dare lezioni private insegnava in una scuola di musica di un comune del Pescarese.

Foto e video pedopornografici sono stati trovati su hard disk e supporti informatici. Al momento della perquisizione è emerso che l’insegnante aveva eseguito dei backup e compresso i dati, ma l’attività tecnica della Polpost ha consentito di recuperare il materiale.

Emerse inoltre numerose conversazioni su Skype con altri soggetti con cui l’uomo si scambiava immagini e video pedopornografici.

Gli accertamenti nei confronti del 49enne erano scattati a dicembre, nell’ambito di una più ampia indagine partita da Milano. All’insegnante, che vive con i fratelli, sono stati sequestrati tutti i supporti informatici, tra cui computer, tablet, smartphone ed hard disk.

La misura restrittiva – emessa dal gip dell’Aquila Guendalina Buccella su richiesta del sostituto procuratore Roberta D’Avolio – si è resa necessaria proprio per la spiccata inclinazione pedofila e per l’attività lavorativa dell’uomo, costantemente a contatto con minori. Il 49enne ha l’obbligo di non avere contatti telefonici o telematici con persone diverse dai familiari conviventi.

Le indagini proseguono. All’attenzione degli investigatori c’è ora la rete di contatti dell’uomo: si lavora a partire dalle conversazioni in cui, attraverso Skype, il 49enne scambiava con altri utenti foto e video pedopornografici.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati stamani nella sede del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara. Presenti, oltre al comandante Narciso, la responsabile del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line presso il Servizio di Polizia postale e delle comunicazioni, Elvira D’Amato, il responsabile della sezione Cybercrime della Polpost di Pescara, Angelo Mastronardi, e il vicecommissario Manuela Caruli del settore operativo del Compartimento.

“Si tratta di un’operazione particolarmente virtuosa – commenta D’Amato – perché ci dà prova di come l’inchiesta sia arrivata in tempo. Nel nostro lavoro è importante far caso ai segnali e all’evoluzione dei comportamenti. I pedopornografi non sempre sono pedofili, ma dala pedopornografia può comunque esserci un’evoluzione. La professionalità che l’uomo esercitava e il contatto costante con i minori sono stati motivo di grande allarme. Le immagini di rilievo trovate nel materiale sequestrato verranno inviate alla banca dati dell’Interpol, nell’ambito della nostra attività quotidiana finalizzata a costruire una rete virtuosa di contrasto a questi fenomeni”.

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