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Oltre mille persone alla fiaccolata per Rigopiano. I parenti delle vittime formano un comitato

Oltre mille persone alla fiaccolata per Rigopiano. I parenti delle vittime formano un comitato


 

FARINDOLA, 18 marzo – E’ un dolore composto quello che oggi pomeriggio ha accompagnato la  fiaccolata per ricordare e rendere omaggio, a due mesi dalla tragedia, alle 29 vittime della valanga che il 18 gennaio scorso ha travolto l’Hotel Rigopiano, dove si trovavano quaranta persone, fra clienti e dipendenti. Un dolore che va di pari passo con la richiesta di giustizia, di verità, che arriva dai familiari di chi oggi non c’è più.

Ad accompagnare il corteo di circa 1500 persone tra sindaci, amministratori, parenti delle vittime e semplici cittadini, tanti fiori bianchi e diversi striscioni. “Giustizia ritardata è giustizia negata. Tedeschini non ci abbandonare si leggeva su uno di questi, in una richiesta di aiuto alle istituzioni da cui i familiari dei 29 morti si sentono abbandonati.

“Nel nostro dolore siamo amareggiati perché siamo stati abbandonati da tutti. Vogliamo che venga fatta giustizia perché bastava poco per salvare queste 29 persone – ha detto tra le lacrime  il papà di Marinella Colangeli, responsabile della struttura benessere dell’albergo morta sotto le macerie dell’hotel – Bastava una turbina per liberare la strada. Loro erano pronti per partire e invece nulla”.

Tra i familiari delle vittime anche l’ex sindaco di Farindola Massimiliano Giancaterino, che nella tragedia di Rigopiano ha perso il fratello Alessandro:

“A due mesi da quello che è accaduto il dolore è ancora grande. La realtà – ha detto – è che 29 persone sono scomparse in quel posto. Persone che avevano fatto sacrifici e facevano sacrifici quotidiani per lavorare con impegno e generosità. Quello che è accaduto a Rigopiano credo che, anche per il numero delle vittime, può essere paragonato alla tragedia della Costa Concordia”.

Alla fiaccolata, che ha riportato l’orologio a quel tragico 18 gennaio, quando la valanga ha cancellato 29 vite, ha partecipato anche il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, che ha sottolineato come quella vestina sia “una comunità sotto shock” , sottolineando la necessità di far ripartire questa terra. “Lo facciamo – ha detto – con la condivisione del dolore e stando vicini a chi ha perduto un suo caro“.

Oltre ai sindaci e agli amministratori a partecipare alla fiaccolata anche  il vescovo della diocesi Pescara-Penne Monsignor Tommaso Valentinetti.

“Ho accolto con grande favore l’invito per stare con i parenti delle vittime e al fianco di questa comunità. Mi sembrava doveroso essere oggi qui per vivere un momento di fede e speranza, per rimettersi nelle mani di Dio, per chiedere forza e coraggio sapendo che, purtroppo, la natura ha le sue leggi – ha detto –  Dobbiamo avere la forza di avere una fede capace di superare le prove e la morte è la prova suprema e più difficile che l’uomo deve affrontare”.

Una giornata dedicata al ricordo, che ha visto anche  i familiari delle vittime costituirsi in comitato, come ricordato da Gianluca Tanda, fratello di Marco, il pilota di 25 anni della Ryanair  morto a Rigopiano insieme alla fidanzata Jessica Tinari:

“Abbiamo voluto questa fiaccolata per ricordare chi oggi non c’è più ma soprattutto per unirci tutti in un’unica voce. Per incontrarci tutti insieme anche per formare il comitato delle vittime, perché vogliamo verità e giustizia”.

(foto Croce Rossa Italiana – Comitato di Penne)

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