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Peculato allo Zooprofilattico a Teramo, in aula sfilano i testi dell’accusa

Peculato allo Zooprofilattico a Teramo, in aula sfilano i testi dell’accusa


TERAMO, 6 aprile – E’ entrato nel vivo questa mattina, con l’audizione dei testi dell’accusa, il processo che vede imputati per peculato due dirigenti dell’Istituto Zooprofilattico e il presidente della sezione teramana della Lega del cane, finiti davanti ai giudici nell’ambito di un’inchiesta sulle sterilizzazioni, da parte dell’istituto, di cani e gatti dell’associazione animalista.

Davanti ai giudici Paolo Dalla Villa, nella sua veste di allora dirigente veterinario responsabile della struttura relazione uomo animale, Nicola Ferri, in qualità di allora dirigente veterinario responsabile del laboratorio Libita e Catia Durante, in qualità di presidente locale della Lega nazionale della difesa del cane.

Secondo l’accusa i tre “al fine di appropriarsi delle risorse economiche dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo“, come si legge nel capo di imputazione, “determinavano fraudolentemente ed in assenza di qualsivoglia disposizione normativa, in capo a quest’ultimo i costi derivanti sia dalla sterilizzazione di cani e gatti di proprietà della Lega o ad essa facenti capo, sia dallo smaltimento di rifiuti e liquami“.

Costi quantificati dall’accusa in circa 37mila euro in otto anni per quel che concerne le sterilizzazioni, per le quali sempre secondo il capo di imputazione “organizzavano il completo asservimento – per due giorni a settimana – del laboratorio chirurgico dell’istituto e del personale veterinario in servizio presso lo stesso alle esigenze del canile della Lega, celandone i relativi costi nell’ordinaria gestione del laboratorio“, e in circa 26mila euro per quel che concerne lo smaltimento dei rifiuti.

Accuse adesso al vaglio dei giudici del Tribunale di Teramo, davanti ai quali questa mattina sono sfilati alcuni agenti della polizia giudiziaria che all’epoca si occuparono delle indagini e che hanno ripercorso tutta l’attività svolta , il vicepresidente della Lega, un veterinario dell’istituto all’epoca impegnato nelle attività di sterilizzazione e la dirigente dell’ufficio bilancio e ragioneria dell’Izsam. Il processo è stato successivamente aggiornato a giugno per l’audizione dei testi della difesa.

I fatti contestati ai tre risalgono ad un periodo compreso tra il 2006 e il 2013, con Ferri, difeso dall’avvocato Cataldo Mariano, che in relazione a questa vicenda è stato interessato sia da un procedimento della Corte dei Conti che da un procedimento amministrativo da parte dell’istituto, che si sono risolti entrambi a suo favore stabilendo che non avesse commesso alcun tipo di reato.

Il fascicolo che ha portato i tre a processo è uno stralcio dell’inchiesta aperta alcuni anni fa dal pm Davide Rosati sull’acquisto di mangimi da parte dello Zooprofilattico negli anni compresi tra il 2005 e il  2013 e destinati ai cani della Lega ospitati nel canile di Gattia. Spese secondo l’accusa non previste nella relativa convenzione con le accuse, per le quali erano state indagate 13 persone tra vertici dell’istituto, dirigenti (tra i quali anche Ferri e Dalla Villa) e la stessa Durante, che successivamente erano state archiviate dal gip su richiesta della stessa Procura.

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