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Pescara, appalto Asl da 11 milioni: tre arresti

Pescara, appalto Asl da 11 milioni: tre arresti

PESCARA, 7 aprile –  Questa mattina i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Pescara hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara Nicola Colantonio su richiesta della Procura. Ad essere raggiunti dalla misura cautelare sono stati il dirigente del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Pescara, il legale rappresentante e una dipendente con funzioni di coordinatrice della cooperativa sociale “La Rondine”, società partecipante al Consorzio Coop. Sociali S.G.S vincitore della gara pubblica di appalto volta all’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, del valore complessivo di 11.309.100 euro, indetta con delibera numero 16 del 09.01.2020 dell’Ausl di Pescara e aggiudicata definitivamente nel mese di marzo del 2021.

Parallelamente i Finanzieri hanno proceduto a dare esecuzione al sequestro di beni per circa 50.000 euro, disposto sempre dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara su richiesta della Procura della Repubblica.

Agli indagati, come sottolineato dagli investigatori,  sono stati contestati a vario titolo reati che vanno dalla corruzione all’istigazione alla corruzione e akla turbata libertà degli incanti.

Le indagini, ancora in corso in queste ore con l’esecuzione di alcune perquisizioni e l’audizione di persone informate sui fatti, proseguono nei confronti di ulteriori soggetti che, pur non essendo stati raggiunti da provvedimento cautelare, risultano iscritti sul registro degli indagati.

“Gli accertamenti investigativi hanno preso il via nell’estate del 2020, a seguito di alcune segnalazioni giunte agli inquirenti in ordine a comportamenti volti a turbare illecitamente lo svolgimento di una significativa gara pubblica dell’importo di oltre 11 milioni di euro indetta dall’Ausl di Pescara e ancora in corso di svolgimento all’epoca degli esposti, e  il cui iter procedimentale si sarebbe compiutamente concluso in pieno periodo di emergenza pandemica –  si legge in un comunicato congiunto della Guardia di Finanza e della Procura di Pescara – le indagini sviluppate in questi mesi, le verifiche istruttorie avviate sia attraverso attività di intercettazione telefonica che con l’ausilio di mezzi tradizionali, hanno permesso di accertare con evidenza che l’aggiudicazione della suddetta gara pubblica di appalto al consorzio S.G.S. è avvenuta illecitamente, e segnatamente a seguito di una procedura intenzionalmente pilotata in favore del consorzio abruzzese, in adempimento di un pregresso accordo corruttivo stretto tra i due suddetti emissari del consorzio e il dirigente del dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Pescara, avente ad oggetto il pagamento di indebite somme di denaro in contanti e altre utilità per oltre 50.000,00 euro”.

Secondo gli investigatori la gara pubblica di appalto oggetto delle gravi condotte illecite ideate e attuate dagli indagati è da ritenersi particolarmente rilevante non soltanto per l’ingente importo complessivo, ma anche per la tipologia dei servizi appaltati, “afferenti a beni primari di cura delle persone più fragili, nel caso di specie  affette da problematiche psichiatriche, da erogarsi presso numerose strutture residenziali e centri diurni ubicati sul territorio provinciale, alcuni dei quali già gestiti dalla cooperativa”.

“In particolare – spiegano ancora gli investigatori nella nota – il dirigente sanitario ha svolto funzioni di pubblico ufficiale nella gara, in quanto, oltre ad avere predisposto il capitolato tecnico della gara, ha scelto i nominativi dei 3 esperti del settore, che sono stati nominati membri della commissione giudicatrice, tutte persone a lui strettamente collegate, personalmente e professionalmente, per poi condizionarli al fine di garantire al consorzio l’attribuzione del massimo punteggio riconosciuto alle concorrenti per le offerte tecniche presentate. Con il determinante apporto del medico, il Consorzio e la Cooperativa vincevano la gara d’appalto, stipulando con l’Ausl di Pescara un contratto di servizi, di durata quadriennale, del valore complessivo di oltre 11 milioni di euro, riconoscendo somme di denaro e regalie di varia natura (gioielli, orologi e beni tecnologici), al Dirigente medico e ai membri della commissione di gara. Inoltre, il dirigente sanitario, già candidato alle ultime elezioni per il rinnovo del consiglio regionale della Regione Abruzzo tenutesi nel mese di febbraio del 2019, nel corso delle indagini ha esplicitamente ammesso con alcuni suoi interlocutori di essersi adoperato in favore degli interessi illeciti della  cooperativa e dei suoi rappresentanti anche nell’intento di accrescere il proprio consenso elettorale, e segnatamente di precostituirsi per future competizioni elettorali un bacino di consensi tra le centinaia di dipendenti, di pazienti e dei rispettivi parenti delle società gestite dal rappresentante legale della cooperativa”.

Sempre secondo investigatori e inquirenti nei lunghi mesi di indagine, supportate da mezzi di  ricerca della prova di carattere tecnico, è stato possibile riscontrare un elevato tenore di vita dei protagonisti, in particolare del medico, che ha sostenuto molteplici spese, in contanti, per importi considerevoli, comperando beni di ogni genere ed anche di elevato valore, per sé e per le persone a lui vicine, alcune delle quali coinvolte nella gara pilotata.

Nell’ambito delle inchiesta sono indagate in totale sei persone, alle quali a vario titolo e in base alle diverse posizioni vengono contestati i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, istigazione alla corruzione, turbata libertà degli incanti. Inoltre, è stata segnalata alla Procura la cooperativa sociale esecutrice dell’appalto, in relazione all’illecito amministrativo di cui agli articoli 21 e 25 comma 2° del Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231.

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