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Pescara, botte e stalking nei confronti della ex: scatta il divieto di avvicinamento per un 39enne

Pescara, botte e stalking nei confronti della ex: scatta il divieto di avvicinamento per un 39enne

PESCARA, 26 novembre – Per un uomo di 39 anni, C.M., scattata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, in una località in provincia di Pescara, in seguito a gravi episodi di stalking e maltrattamenti nei confronti della donna con cui conviveva.

La misura, a cui hanno dato esecuzione gli agenti della squadra mobile, è stata disposta dopo la ricostruzione della complessa relazione sentimentale, connotata da periodi non continuativi di convivenza, durante i quali la vittima è stata sottoposta a maltrattamenti e ad una serie di atti persecutori consistenti in condotte particolarmente violente, al punto da provocare in numerose occasioni lesioni fisiche.

Le violenze si sono protratte dalla fine del 2019 all’ottobre 2020, quando C.M. si è recato presso l’abitazione della malcapitata e l’ha percossa alla presenza del padre, trasferitosi per alcuni giorni proprio allo scopo di tutelare la figlia. Un episodio che ha finalmente fatto prendere consapevolezza alla donna dell’indole violenta e pericolosa del compagno, alla luce delle vessazioni subite, facendo insorgere in lei timori per la propria incolumità.

In seguito alle ripetute violenze subite nel corso del rapporto, la donna ha riportato varie lesioni, tra le quali rivestono maggiore gravità quella subita nella scorsa primavera, con 30 giorni di prognosi e ricovero, per trauma cranio facciale e frattura delle ossa nasali. Inizialmente la donna aveva riferito che le lesioni erano state provocate da una caduta accidentale, ma durante il ricovero, a seguito di ulteriori e continue minacce telefoniche e dopo aver subito intrusioni nella propria abitazione da parte del compagno, la vittima si è fatta forza e ha contattato la Polizia di Stato, raccontando la dolorosa vicenda e spiegando che le lesioni che avevano comportato il ricovero in ospedale erano la diretta conseguenza di un violento pugno sferrato dall’uomo. Nella circostanza, la donna ha anche raccontato che, a seguito di una precedente violenza subita dall’uomo, era stata costretta ad abortire alla quinta settimana di gestazione. Più recentemente la donna ha dovuto nuovamente fare ricorso a cure mediche, dopo essere stata picchiata da C.M, riportando una prima volta 30 giorni e una seconda 7 giorni di prognosi.

La polizia ha segnalato i fatti all’autorità giudiziaria, che ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’avvertenza che eventuali violazioni delle prescrizioni imposte faranno scattare misure maggiormente coercitive, non esclusa quella della custodia cautelare in carcere.

 

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