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Pescara, donna di 51 anni arrestata per estorsione e usura

Pescara, donna di 51 anni arrestata per estorsione e usura

PESCARA, 31 ottobre – Una donna pescarese, di 51 anni, è stata arrestata dalla squadra mobile di Pescara con l’accusa di usura ed estorsione ai danni di una imprenditrice della zona.

La donna, P.F., è caduta nella trappola tesale dagli agenti, che l’hanno colta in flagrante dopo che si era fatta consegnare dalla sua vittima, cui aveva dato appuntamento presso un centro commerciale, l’ennesima rata di un prestito. Il prestito doveva servire a risollevare le sorti dell’attività economica condotta dall’imprenditrice, che gestisce un negozio da parrucchiere e che invece è piombata in un vero e proprio incubo.

A fronte dei primi mille euro ricevuti da P.F, agli inizi del 2018, la vittima si era infatti vista chiedere la restituzione di 1.400 euro, trovandosi costretta ad accettare il tasso usurario. Inoltre l’imprenditrice non ebbe altra scelta che chiedere a P.F. altri tremila euro, sottostando al pagamento di ulteriori interessi illeciti, restituiti attraverso frequenti versamenti in contanti o tramite ricariche postepay. Nel complesso, prima di chiedere aiuto alla polizia, la donna era stata costretta a restituire una somma ben superiore ai quattromila euro ricevuti.

Strozzata dal debito e nonostante i continui – seppur frazionati – pagamenti, che anziché estinguersi aumentavano sempre di più, la vittima si è fatta coraggio e si era rivolta alla squadra mobile di Pescara, che ha raccolto la sua denuncia, ottenendo i primi riscontri investigativi. Agli agenti l’imprenditrice ha raccontato delle continue telefonate ricevute da P.F., che pur di ottenere i soldi di tanto in tanto accompagnava le sue richieste con velate intimidazioni.

Peraltro P.F., evidentemente ben consapevole che quanto chiesto alla sua debitrice non rientrava nei confini della legalità, era solita esprimersi attraverso un linguaggio criptico e convenzionale, parlando di prodotti per capelli, ma sottintendendo in realtà richieste di denaro. Ad esempio in un caso aveva fatto presente che le erano arrivate solo “due fiale e mezzo”, mentre le altre due fiale e mezzo non le erano arrivate. Dove per una fiala, come chiarito dalla stessa vittima, si intendevano cento euro.

Martedì scorso l’ennesima telefonata alla vittima, per esortarla a recarsi in un centro commerciale di Pescara allo scopo di parlare. L’imprenditrice ha però informato gli agenti, che si sono recati all’appuntamento confondendosi tra gli avventori. In questo modo i poliziotti hanno avuto modo di assistere alla conversazione tra le due donne, riguardante la somma di danaro che secondo i calcoli di F.P. doveva essere restituita dall’imprenditrice. Nella circostanza la vittima ha consegnato due banconote da 50 euro, i cui numeri di serie sono stati previamente annotati dai poliziotti. Terminato l’incontro, prima che riuscisse ad allontanarsi dalla struttura, F.P. è stata fermata e sottoposta a perquisizione personale, venendo trovata in possesso delle due banconote custodite all’interno della giacca. Subito dopo è stata tratta in arresto in flagranza di reato per usura ed estorsione.

Il sostituto procuratore Marina Tommolini, titolare dell’inchiesta, ha chiesto sia la convalida dell’arresto che l’applicazione di una misura cautelare nei confronti della donna, ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di estorsione ed usura aggravata dall’ esser stata commessa in danno di chi svolge attività imprenditoriale. Il gip Antonella Di Carlo, ritenendo fondati gli elementi a carico della donna, ha convalidato l’arresto disponendo gli arresti domiciliari adottata nella circostanza.

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