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Pescara, scoperta maxifrode internazionale. Sequestrati beni per oltre 6 milioni di euro

Pescara, scoperta maxifrode internazionale. Sequestrati beni per oltre 6 milioni di euro

PESCARA, 8 luglio – Gli uomini del comando provinciale della Guardia di Finanza di Pescara hanno eseguito, questa mattina, un’ordinanza cautelare emessa dal gip di Pescara, con il sequestro di beni per circa 6,3 milioni di euro nei confronti di 34 società (di cui 5 di nazionalità tedesca) e 38 persone fisiche (di cui 8 residenti all’estero). Oltre alle misure cautelari patrimoniali le Fiamme Gialle, insieme ai colleghi della polizia stradale di Pescara, hanno eseguito contestualmente anche misure cautelari personali – disposte nello stesso provvedimento dell’autorità giudiziaria – nei confronti di 10 persone, di cui 2 finite agli arresti domiciliari e 8 (di cui 3 di nazionalità estera) colpite dalla misura interdittiva del divieto di esercitare funzioni direttive di società e imprese per un anno.
Le misure, oltre che in Italia, sono state eseguite contestualmente in Germania, Repubblica Ceca e Bulgaria, dove i relativi organi collaterali, coordinati da Eurojust (organismo dell’Unione Europea istituito per stimolare e migliorare il coordinamento delle indagini e delle azioni penali tra le autorità giudiziarie competenti dell’Unione europea nella lotta alle forme gravi di criminalità organizzata e transfrontaliera), hanno dato esecuzione al provvedimento dell’autorità giudiziaria italiana sottoponendo a sequestro beni e conti correnti detenuti all’estero e riconducibili agli indagati.

L’operazione rappresenta la fase conclusiva di un’articolata attività di indagine, svolta sotto la direzione della Procura di Pescara e in collaborazione con la Polstrada, che ha portato alla luce, come si legge nel comunicato della Finanza, “un’associazione per delinquere ramificata in mezza Italia e nei più importanti paesi europei”,  organizzata e finalizzata “alla commissione di reati in materia di Iva(mediante il collaudato sistema delle c.d. “frodi carosello”, che consistono in un vorticoso giro di fatturazioni di beni per operazioni inesistenti tra società appartenenti a Stati diversi dell’U.E., con l’unico scopo di evadere l’IVA, aggirando la normativa sugli acquisti intracomunitari), truffa aggravata nei confronti dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori posti in essere da 60 soggetti sottoposti ad indagine e da 47 società italiane e tedesche operanti nel settore del commercio di autoveicoli di provenienza comunitaria”.

Nel corso delle indagini, sempre secondo quanto reso della Finanza, è stata accertata l’emissione e utilizzazione di oltre 50.000.000 di euro di fatture per operazioni inesistenti, strumentali a conseguimento della frode e dei vari altri reati e sono state contestate anche violazioni in materia di responsabilità amministrativa degli enti, che hanno contribuito ad aumentare l’entità dei beni in sequestro.

“La citata “frode carosello” e gli altri gravi illeciti si sono perfezionati in sede di nazionalizzazione delle autovetture nuove ed usate provenienti principalmente dalla Germania – spiega la Finanza –  momento in cui gli indagati (attraverso artifici, raggiri e falsi documentali) rappresentavano alla Motorizzazione Civile una situazione diversa da quella reale, con l’effetto finale di evadere il pagamento dell’Iva. In particolare, l’organizzazione simulava l’acquisto dell’autovettura da parte del cliente finale (ignaro) direttamente da una società “cartiera” tedesca, facente generalmente capo al sodalizio. In tal modo, l’acquisto non soggetto ad Iva (evasa in danno dell’Erario), andava a beneficio dell’organizzazione criminale, che riusciva ad essere sempre più competitiva sul mercato, a danno degli operatori onesti”.

Fra i 60 soggetti denunciati ci sono 42 italiani, 13 tedeschi, 1 lituano, 1 spagnolo, 1 francese, 1 rumeno e 1 algerino. Degli italiani, 14 sono domiciliati in Abruzzo (8 nel Pescarese, 5 nel Teramano ed uno a L’Aquila), mentre i restanti indagati sono domiciliati in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Puglia, oltre che in Germania, Spagna e Romania.

Le principali società italiane coinvolte sono ubicate principalmente nel Pescarese, nel Teramano e nel Lazio mentre quelle estere sono tutte operanti in Germania.

Da quanto emerso nel corso delle indagini il dominus indiscusso del sodalizio criminale, da cui sono partite le indagini,  sarebbe un italiano di 38 anni residente in provincia di Pescara con collegamenti e domicili anche all’estero (in Germania e negli Emirati Arabi, a Dubai), dove avrebbe avviato numerose società fittizie, costituite al solo fine di celare la provenienza delle autovetture e di evitare il pagamento delle imposte. Al 38enne sono stati sequestrati due ville con relative pertinenze, tre appartamenti ed un locale commerciale e 25 automobili (tra cui alcune di lusso, quali due Ferrari, una Tesla e due Maserati) ed orologi di lusso, per un valore stimato complessivo di oltre 2 milioni di euro.

L’operazione ha visto gli inquirenti poter contare su importanti canali di cooperazione internazionale, anche mediante meeting operativi che si sono svolti presso Europol a L’Aia, cui hanno partecipato, oltre ai finanzieri di Pescara, gli organi investigativi dei paesi membri coinvolti, primi fra tutti, quelli tedeschi. “Lo scambio di informazioni e documenti – conclude la nota della Finanza – ha permesso di acquisire un quadro indiziario completo e di delineare i contorni di tre meccanismi fraudolenti ben articolati, che hanno consentito ai membri dell’associazione, a vario titolo, di ottenere un profitto dai reati commessi per circa 6.300.000 euro”.

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