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Polemiche all’incontro con la Boschi. Borgatti: “Non mi hanno fatto entrare”

Polemiche all’incontro con la Boschi. Borgatti: “Non mi hanno fatto entrare”


MOSCIANO, 8 ottobre –  Polemiche all’incontro sulle ragioni del si al Referendum che si è svolto questa mattina a Mosciano, organizzato da Scelta Civica e al quale hanno partecipato il ministro Maria Elena Boschi e il parlamentare teramano Giulio Sottanelli, e al quale secondo Marco Borgatti, ex candidato sindaco a Roseto degli Abruzzo ed oggi portavoce del locale comitato per il no,  sarebbe stata vietata la partecipazione di un gruppo di cittadini.

“Questa mattina mi sono recato all’Hotel Blu Palace di Mosciano per partecipare come libero cittadino all’incontro per il Si al Referendum con ospite il ministero Boschi – dichiara Borgatti – Il mio intento era pacifico, semplice e razionale: ascoltare le ragioni del si e se possibile fare un paio di domande.  Purtroppo  appena sono arrivato sono stato avvicinato dai dirigenti della questura che con garbo hanno comunicato l’impossibilità a partecipare. E’ stata formulata una lista di 21 nomi di persone non gradite ed io sono una di queste”.

Una vicenda che per Borgatti pone seri dubbi non solo sui contenuti ma anche sui metodi del dibattito intorno al referendum.

“Quando un ministro ha paura di confrontarsi con pacifici cittadini – conclude Borgatti – vuol dire che esiste un problema democratico.  Ma non ci fermeremo certo di fronte a questo evento. Anche i Ministri possono fuggire dal confronto ma non dal voto. Al prossimo referendum dimostreremo che tanti Davide possono sconfiggere Golia”.

Dopo la denuncia di Borgatti la Questura di Teramo, con un comunicato, ha smentito l’esistenza di una lista di 21 persone non gradite. “In riferimento ad alcuni articoli che riportano dichiarazioni del sig Marco Borgatti, con cui riferisce di non essere stato fatto accedere alla sala convegni della struttura di Mosciano S. Angelo ove stamani si è tenuto l’incontro “Le ragioni del Sì” con il Ministro per le Riforme Costituzionali, Dr.ssa Maria Elena Boschi, si ritiene doveroso precisare che nessun Dirigente della Questura ha mai fatto riferimento ad una lista di 21 nomi di persone non gradite perché inesistente”, scrive la Questura.

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