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Processo per la discarica di Bussi: accertamenti del Ministero su Bellelli e Mantini

Processo per la discarica di Bussi: accertamenti del Ministero su Bellelli e Mantini


PESCARA, 13 dicembre – C’è un secondo filone di accertamenti, da parte del Ministero della Giustizia, sulla vicenda della presunta corruzione di magistrati al processo per la discarica di Bussi. La conferma arriva dallo stesso Ministero.

L’azione ha preso il via da articoli apparsi sul “Fatto Quotidiano” che fanno riferimento a sms in cui l’avvocata Patrizia Di Fulvio diceva di aver saputo di somme di denaro versate ai giudici, e che la Procura sa. Giuseppe Bellelli e Anna Rita Mantini, all’epoca pubblici ministeri, negano con decisione questa circostanza.

E nega anche Cristina Gerardi, prima avvocato dello stato e ora direttore generale della Regione Abruzzo, che avrebbe affermato di essere a conoscenza della cosa.

Gli accertamenti riguardano proprio Mantini e Bellelli, mentre il presidente della Corte d’Assise Camillo Romandini è sottoposto ad azione disciplinare per presunto condizionamento della giuria popolare: l’azione segue un’istruttoria aperta 5-6 mesi fa dal ministero della Giustizia e condivisa con una parallela azione del Pg della Cassazione.

Dichiara Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti dell’Acqua:

“Siamo letteralmente allibiti. Da subito avevamo commentato con estrema durezza la sentenza di primo grado non appena letta nella sua interezza. Ora si supera ogni immaginazione e siamo indignati per il desolante quadro che sta emergendo in questi giorni, un vero e proprio scempio delle istituzioni a cui sarà sempre più difficile porre rimedio. A nostro avviso un risultato si sta già ottenendo: la perdita della fiducia nelle istituzioni da parte di quelle 700.000 persone, neonati e malati compresi, che secondo l’Istituto Superiore di Sanità per decenni hanno bevuto acqua contaminata con cancerogeni. Sembra che tutto ciò sia quasi scomparso e faccia solo da sfondo di una vicenda che sta assumendo sempre più i caratteri dello scempio. In realtà è il cuore dello scandalo. Restano ormai poche occasioni alle istituzioni per dimostrare di poter dare una risposta alla nostra comunità che vuole giustizia”.

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