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Rapina alla Bcc di Atessa, condannati i rapinatori romani in trasferta

Rapina alla Bcc di Atessa, condannati i rapinatori romani in trasferta

ATESSA, 24 novembre – Condannati due romani, in trasferta ad Atessa, allo scopo di rapinare la Banca di credito cooperativo di Piazzano di Atessa. Un colpo che il 24 ottobre 2018 ottobre fruttò 47 mila euro di bottino. Dieci mesi dopo, ad agosto 2019, vennero arrestate quattro persone, tre laziali e una donna di Atessa considerata la basista, che invece è stata assolta.

Degli imputati romani, uno era giunto ad Atessa violando un permesso premio ottenuto mentre era nel carcere di Rebibbia per allenare una squadra di calcio e l’altro era evaso dagli arresti domiciliari. Oggi il tribunale monocratico di Lanciano ha emesso condanne a 6 anni e 8 mesi reclusione per Mirko Aspergo, 40 anni, romano, e a 3 anni e 9 mesi per il cugino Emanuele Aspergo, di 39 anni, residente in provincia di Roma. Assolta la invece la donna sospettata di avere fatto da basista, Silvana Calia, 34 anni, di Atessa. Il quarto arrestato, Luciano Martelli, 76 anni, di Roma, che evase dai domiciliari, verrà giudicato in separato giudizio con posizione stralciata. Contro di loro l’accusa in concorso in rapina a mano armata, sequestro di persona, furto di auto ad Atessa e porto abusivo di arma.

L’operazione dei carabinieri della compagnia di Atessa, denominata ‘Permesso’, nasceva dalla circostanza che Mirko Aspergo otteneva uscite premio da Rebibbia per andare ad allenare una polisportiva nel quartiere Tuscolana. La mattina della rapina due malviventi entrarono in banca armati a volto coperto e armati di taglierino minacciano e sequestrarono tre impiegati e tre clienti, tra cui due donne. La cassaforte a tempo non si aprì e i rapinatori ripulirono una seconda cassaforte utilizzata per altre operazioni quotidiane. I carabinieri giunsero sul posto 40 secondi dopo la fuga a bordo delle auto. Acquisiti i filmati dei sistemi di video sorveglianza dell’intera zona l’indagine portò successivamente all’identificazione e all’arresto dei tre laziali, i quali furono pedinati anche a Roma.

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