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Riciclaggio, maxinchiesta romana coinvolge anche L’Aquila

Riciclaggio, maxinchiesta romana coinvolge anche L’Aquila


L’AQUILA, 20 maggio – Coinvolgono anche la provincia dell’Aquila le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina e condotte dal Gruppo Tutela Mercato Capitali del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, che hanno preso le mosse dal fallimento della Gepin Contacat Spa, società operante nel settore dei call center.

La Finanza ha smantellato un’organizzazione che, attraverso la costituzione di una pluralità di società, tutte amministrate direttamente o indirettamente dagli associati, ha deliberatamente condotto l’impresa al dissesto, con un passivo di oltre 43 milioni di euro. Per rendere inefficaci le procedure di riscossione coattiva, inoltre, il capitale sociale della fallita è stato formalmente ceduto a una persona giuridica bosniaca legalmente rappresentata da Mate Naletilic, figlio di Mladen detto “Tuta”,

“Tuta” ha sulle spalle una condanna per crimini di guerra contro l’umanità quale comandante di un gruppo para-militare operante nella ex Jugoslavia. Prima della cessione, liquidità per circa 2 milioni di euro sono state distratte a favore degli associati o fatte confluire nelle casse delle altre imprese del gruppo, facendo così rientrare nel circuito economico “pulito” il denaro “sporco”.

Oltre alle misure personali, il giudice ha disposto il sequestro di somme di denaro e asset patrimoniali riconducibili ai sodali per circa 2,5 milioni di euro. Tra i beni vi sono anche le quote societarie di una clinica polispecialistica e di un bar/pasticceria/ristorante di Guidonia.

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